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Processo penale, nessuna intesa con il M5S e Draghi valuta il ricorso alla fiducia

© Foto : CC-BY-NC-SA 3.0 IT / Filippo AttiliMario Draghi interviene in parlamento
Mario Draghi interviene in parlamento - Sputnik Italia, 1920, 20.07.2021
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Dopo l’incontro con Conte a lavoro i pontieri. La Guardasigilli Cartabia apre soltanto a modifiche tecniche e si cerca un’intesa in Commissione Giustizia.
In attesa del 23 luglio, giorno per cui è calendarizzato l’inizio della discussione sulla riforma del processo penale in Parlamento, i partiti della maggioranza cercano un’intesa.
Il muro più alto da scalare è quello del Movimento 5 stelle che sta valutando quali e quanti emendamenti presentare alla riforma, nonostante le aperture mostrate nell’incontro tra il premier Mario Draghi e il leader dei pentastellati Giuseppe Conte.
Draghi vista la situazione ha fatto capire che la ministra della Giustizia Marta Cartabia è disponibile a un confronto ma soltanto su modifiche tecniche. L’ex governatore della Bce, proprio per evitare un’impasse, sta ipotizzando il ricorso al voto di fiducia.
“E’ una riforma che ci chiede l’Europa. Non possiamo tergiversare o ritardare i tempi”, ha spiegato in poche parole Draghi.

Modifiche tecniche

Sulle modifiche alcune soluzioni potrebbero essere trovare a un tavolo tecnico e i pontieri di Pd e M5S sono a lavoro per evitare strappi.
I Dem, infatti, vogliono ottenere l’ok del Movimento per evitare di restare isolati in Aula durante la discussione ed escludere possibili incidenti e passi falsi con il centrodestra che potrebbe approfittare per proporre soluzioni che incrinino le intese.
I M5S puntano a non avere “sacche di impunità” e chiedere che vengano allungati i tempi del giudizio in secondo grado e in Cassazione.

Via libera entro inizio agosto

Il governo punta a scavalcare gli ostacoli ed arrivare in Aula senza rischiare sorprese. La riforma approderà davanti ai parlamentari il 23 luglio o qualche giorno dopo per l’imbuto dei provvedimenti da approvare.
L’obiettivo è ottenere il via libera nei primi giorni di agosto prima di entrare nel semestre bianco del presidente Sergio Mattarella.

Cosa prevede la riforma

Ecco alcuni dei punti principali della riforma del processo penale presentata da Cartabia.
La prescrizione: viene confermata la disciplina vigente con lo stop alla prescrizione dopo la sentenza di primo grado. Si stabilisce un massimo di due anni per i processi d’appello e di un anno per quelli di Cassazione, con delle eccezioni per i reati gravi.
La digitalizzazione del processo penale con il deposito degli atti per via telematica.
Sulle indagini preliminari è stabilito che il pm possa chiedere il rinvio a giudizio solo quando i dati disponibili consentono una “ragionevole previsione di condanna”.
L’iscrizione nel registro delle notizie di reato non determina effetti pregiudizievoli sul piano civile e amministrativo.
Nella riforma si delega il governo a effettuare una riforma organica della legge 689 del 1981, prevedendo l’applicazione, a titolo di pene sostitutive, del lavoro di pubblica utilità e di alcune misure alternative alla detenzione, attualmente di competenza del Tribunale di sorveglianza.
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