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Dad e suoi effetti sugli adolescenti, da disturbi alimentari ad attacchi d’ansia

© Sputnik . Evgeny UtkinL'ingresso alla scuola
L'ingresso alla scuola - Sputnik Italia, 1920, 20.07.2021
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Lo studio a distanza mediato dallo schermo di uno smartphone o di un tablet, hanno causato problemi non secondari nella vita di molti adolescenti. Che non ci sia un terzo anno in dad è l'appello.
“Abbiamo ascoltato professionisti, presidi, genitori, e ci sentiamo di lanciare un forte campanello d’allarme. Il Paese deve ripartire dalla sanità e dalla scuola. Bisogna integrare il diritto alla salute con quello all’istruzione. Non vogliamo demonizzare la Dad in sé, ma la distanza deve essere integrata con la didattica in presenza, e l’educazione alla salute dev’essere al centro delle attività scolastica”, a dirlo è Annamaria Parente, presidente della Commissione sanità al Senato, durante la presentazione di uno studio commissionato insieme alla Commissione cultura guidata da Riccardo Nencini, per capire lo stato di salute psichica e fisica di studenti e studentesse al termine di un anno e mezzo quasi di didattica a distanza (Dad).
E il quadro emerso è sicuramente critico. Gli studenti e le studentesse hanno mostrato disagio fisico ed emotivo attraverso disturbi alimentari, incremento di attacchi d’ansia e di paura.
Ma sono emerse anche disuguaglianze sociali e lacune didattiche in chi ha fatto più fatica a seguire la scuola dal monitor di un computer (quando è andata bene) o da quello di uno smartphone.
Dalle due Commissioni l’invito è ad adottare il green pass anche per la scuola a settembre, sia per i giovani che per il personale scolastico e docente.
E ricordano che “con le regole attuali rischiamo comunque di non far partire l’anno in presenza per tutti”, come riportato dall’Agenzia Dire.
Non ci possiamo permettere un terzo anno scolastico segnato dalle difficoltà. “L’obiettivo è quello della riapertura in presenza, non ci sono alternative. La Dad non può sostituire la scuola in presenza. La scuola deve essere considerata prioritaria, al pari delle attività produttive”, ha aggiunto Nencini.
Nei fatti, quali attività produttive si porteranno avanti in Italia se dalle scuole non usciranno professionisti e professioniste preparate?
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