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Libia, Boldrini contro il Pd: "Il rifinanziamento della Guardia costiera libica? Un errore"

© AFP 2021 / Alberto Pizzoli Laura Boldrini, politica italiana, già funzionaria internazionale delle Nazioni Unite e Presidente della Camera dei deputati
Laura Boldrini, politica italiana, già funzionaria internazionale delle Nazioni Unite e Presidente della Camera dei deputati - Sputnik Italia, 1920, 19.07.2021
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La deputata Dem si scaglia contro il suo partito per la mancata approvazione della risoluzione contro il rifinanziamento della Guardia costiera libica: "Un errore politico". E invoca una "nuova missione europea nel Mediterraneo".
La riconferma del supporto italiano alla Guardia costiera libica, impegnata a pattugliare le coste del Paese nordafricano da cui parte il maggior numero dei migranti diretti verso il nostro Paese, è stato un “errore politico” per l’ex presidente della Camera e deputata del Pd, Laura Boldrini. Un errore, incalza, fatto anche dal suo stesso partito.
In un’intervista a Repubblica la parlamentare Dem, infatti, se la prende con i suoi. Il provvedimento della maggioranza sulle missioni internazionali, votato nei giorni scorsi a Montecitorio, infatti, come riportava ilGiornale.it, è passato anche con i voti del centrosinistra, mentre la risoluzione di Leu, Più Europa, e di alcuni parlamentari del Pd e del M5S, per interrompere qualsiasi collaborazione con i guardacoste libici, ha raccolto solo 40 voti a favore, contro 376 "no".
Tra i sostenitori dell’iniziativa c’era anche l’ex presidente della Camera, che però non ha potuto far altro che assistere inerme alla disfatta. E oggi, accusa la politica di non essere capace di “intercettare i cambiamenti”.
"Dal 2017, da quando il Memorandum affidò alla Libia il compito di controllare i flussi migratori, tutto è cambiato in quel Paese”, dice a Repubblica. ”Il Pd – ricorda - aveva votato un ordine del giorno per smettere di sostenere i guardacoste libici. E questa era la prima occasione utile per dare seguito a quell'impegno. Invece non si è fatto”.
La Boldrini accusa la Guardia costiera libica di “riportare i migranti nei centro di detenzione dove sono sottoposti a trattamenti inumani e degradanti”, citando le denunce del Consiglio d’Europa e delle Nazioni Unite e invoca una “nuova missione europea di salvataggio e soccorso nel Mediterraneo”.
Finora, ricorda, “per riempire quel vuoto sono intervenute le Ong”. “Ma purtroppo oggi – denuncia - la gran parte delle loro imbarcazioni sono in porto per fermi amministrativi”.
Insomma, bloccare i finanziamenti ai militari di Tripoli non significa "disimpegnarsi" dal Paese nordafricano.
“La Guardia costiera libica non ha nulla a che vedere" con la stabilizzazione e la pacificazione della Libia, sottolinea la deputata Dem, che per gestire i flussi migratori propone “canali legali di immigrazione”.
“Occorre – prosegue rispondendo alle domande della giornalista di Repubblica - dare alle istituzioni europee la delega all'immigrazione che oggi è esclusiva competenza degli Stati”.
E, infine, che “nella Ue passi la regola che chi si assume la responsabilità e l'onere della suddivisione dei migranti, avrà i fondi europei". Chi si rifiuta, invece, è la proposta della deputata Pd, dovrebbe esserne escluso.
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