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Borse europee a picco con Milano -3,5%. Anche New York apre negativa su timori variante delta

© Foto : G.dallortoIl Palazzo della Borsa di Milano
Il Palazzo della Borsa di Milano - Sputnik Italia, 1920, 19.07.2021
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La pandemia con le sue varianti non molla la presa sull'economia reale e così i mercati finanziari reagiscono di conseguenza trascinando in territorio negativo tutte le principali borse mondiali.
L’effetto variante delta in questo terzo lunedì di luglio si è manifestato in modo più prepotente sui mercati finanziari. Ad aprire le danze in territorio negativo ci avevano pensato le borse asiatiche con l’indice Nikkei a Tokyo che ha chiuso a -1,25%, tuttavia l’Europa fa anche peggio.
Al momento l’indice FTSE MIB alla Borsa di Milano è in territorio negativo del -3,5%, ma ha fatto registrare ribassi anche più consistenti portando il principale listino di Piazza Affari sotto i 24 mila punti: non accadeva dal 4 maggio 2021.
I titoli peggiori Enel (-5,18%), Bper Banca (-4,62%), Exor (-4,26%) e Telecom Italia (-4,02%).

Borse europee a picco

Va male anche nel resto d’Europa, dove le principali borse europee colano a picco. Il Dax a Francoforte segna un -3% tondo, il Cac 40 a Parigi è in territorio negativo del -3,06%, mentre l’indice Ibex 35 è negativo del -2,4%.
Negativa anche la Borsa di Londra che perde il -2,65%. Qui la sterlina è crollata da 1,172 euro del 14 luglio agli attuali 1,157 euro.

Borsa di New York apre in negativo

Anche la Borsa di New York ha aperto in negativo, il Dow Jones perde il -2,33% al momento.
Non va meglio al Nasdaq, dove il Nasdaq 100 perde il -1,66%.

Non solo variante delta

Agli investitori è chiaro che questa estate non sarà “pazzesca” come tutti speravano. I lockdown notturni nei luoghi di vacanza simbolo sono stati un segnale premonitore, ed infatti stanno fioccando le cancellazioni delle vacanze: nessuno vuol restare bloccato all’estero in quarantena perché magari nell’albergo scoppia un focolaio Covid-19.
Ma accanto ai timori estivi per la variante delta, gli investitori preferiscono incassare i guadagni degli ultimi due mesi anche in attesa di quello che deciderà la Banca centrale europea (Bce) giovedì, e ancor di più quel che vorrà fare il Federal Reserve System (Fed) negli Stati Uniti.
Le parole rassicuranti di Jerome Powell sull’inflazione vista come passeggera non pare che bastino più. Lo scorso mese l’indice dei prezzi al consumo negli USA è schizzato al +5,4%.

Giù il petrolio

Va giù anche il petrolio, ma in questo caso va registrata la decisione di ieri dell’Opec con gli alleati non-Opec su un aumento della produzione già da agosto volto appunto a sgonfiare il prezzo.
Il Brent segna un -5,65% e vale 69,402 dollari al barile.
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