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Il Belgio rimpatria 6 donne jihadiste e 10 minori dalla Siria

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A woman wearing a hijab - Sputnik Italia, 1920, 18.07.2021
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Si tratta della più grande operazione di rimpatrio organizzata da Bruxelles dalla caduta del Califfato islamico in Siria e in Iraq. Gli 007: "Più facile controllarli sul territorio nazionale".
Sono atterrate venerdì notte le sei donne di nazionalità belga e i loro dieci bambini, figli di combattenti jihadisti, rimpatriati da uno dei campi di prigionia per i miliziani dell'Isis* del Kurdistan siriano.
È la più grande operazione di rimpatrio organizzata dal Belgio dalla caduta dello Stato Islamico nel 2019, ed era stata anticipata nei giorni scorsi da fonti ufficiose e media locali, come si legge su Le Figaro.
Ad annunciare il ritorno delle mogli dei combattenti è stato il premier, Alexander De Croo, che in una nota ha spiegato come le sei donne sono state trasferite direttamente in prigione, mentre i bambini, tutti minori di 12 anni, sono stati presi in carico dalla procura dei minori, dopo un controllo medico.
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Nei loro confronti, ha fatto sapere il governo in una nota, verranno prese tutte le misure necessarie conformemente alla legge sulla protezione dei minori.
La decisione di riportare in Belgio le mogli dei combattenti islamisti e i loro figli, era stata presa lo scorso 4 marzo, dopo il via libera degli 007 del Paese.
La situazione umanitaria e di sicurezza nei campi del Kurdistan siriano, risultava “deteriorata”, aveva spiegato De Croo. Per questo, il governo ha deciso di riportare a casa i suoi cittadini.
Questi soggetti, secondo l’intelligence belga, infatti, hanno bisogno di un controllo permanente, che non poteva più essere garantito nei campi gestiti dalle forze curde e che, al contrario, sarebbe stato più facile assicurare “sul suolo nazionale”.
Dal 2012 sono più di 400 gli estremisti di nazionalità belga partiti dal Paese per unirsi alla jihad islamica in Siria e in Iraq. Una quarantina di minori, secondo le ultime analisi dei ricercatori di Bruxelles, si troverebbero ancora in Siria.
Dall’inizio della guerra civile nel Paese nel 2011, il Belgio, assieme alla Francia, è la nazione europea che ha visto partire il maggior numero di foreign fighter alla volta dei teatri di conflitto mediorientali.
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