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Egitto, liberata l'attivista simbolo della primavera araba

© Sputnik . Alexey Vitvitsky / Vai alla galleria fotograficaBandiera dell'Egitto
Bandiera dell'Egitto - Sputnik Italia, 1920, 18.07.2021
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C'è anche Esraa Abdel-Fattah tra i giornalisti e attivisti liberati oggi dopo mesi di detenzione preventiva dalle autorità del Cairo. Con il movimento 6 Aprile, nato sui social, fu protagonista delle rivolte che portarono alla caduta di Hosni Mubarak.
Due attivisti e tre giornalisti rinchiusi da mesi nelle carceri egiziane sono stati liberati dalle autorità del Cairo, dopo che anche il presidente americano Joe Biden aveva espresso preoccupazione per le detenzioni dei difensori dei diritti umani e dei critici del governo di Abdel Fattah al-Sisi.
Tra loro c’è anche Esraa Abdel-Fattah, tra le fondatrici del movimento del 6 Aprile, nato sui social e diventato in poco tempo uno dei più attivi nella "primavera" egiziana che portò alla caduta di Hosni Mubarak.
Nel 2013 partecipò anche alle proteste contro il presidente Mohamed Morsi, vicino ai Fratelli Musulmani, che presero il potere in Egitto proprio dopo la caduta di Mubarak nel 2011.
L’attivista e scrittrice, come ricorda l’Associated Press, era stata arrestata nell’ottobre del 2019 in una città ad ovest della capitale egiziana, durante la repressione di alcune proteste anti-governative.
Per quasi 22 mesi è stata detenuta preventivamente in attesa del processo, con l’accusa della diffusione di fake news, di uso distorto dei social media e di far parte di un gruppo terroristico. Il suo arresto, all’epoca, aveva suscitato la condanna degli Stati Uniti e della comunità internazionale.
Ad annunciare la liberazione è stato il suo avvocato e la sorella Shimaa tramite un post su Facebook. Tra i giornalisti rimessi in libertà c’è anche Gamal el-Gamal, critico con il governo egiziano, arrestato lo scorso febbraio dopo essere rientrato al Cairo dalla Turchia. Anche lui è stato accusato di diffondere fake news, di far parte di un’organizzazione terroristica e di incitare l’opinione pubblica contro lo Stato.
Le stesse accuse rivolte ad Abdel-Nasser Ismail, il vice presidente del partito socialista Alleanza Popolare, liberato oggi dopo quasi due anni da detenuto in attesa di processo. Gli altri due giornalisti liberati sono Mustafa el-Aasar e Moataz Wadnan, entrambi arrestati nel febbraio del 2018.

Il caso di Patrick Zaki

Resta in carcere, invece, Patrick Zaki, lo studente dell’Università di Bologna, attivista per i diritti delle minoranze e delle persone Lgbt, arrestato nel febbraio 2020, dopo essere atterrato al Cairo per una vacanza nel Paese d'origine, con l'accusa di “propaganda sovversiva” sui social.
Nei giorni scorsi i giudici egiziani hanno deciso di rinnovare la custodia cautelare in carcere per ulteriori 45 giorni. Il ragazzo, ancora in attesa di processo, è detenuto da quasi un anno e mezzo nella capitale egiziana.
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