Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Pazienti contagiati contemporaneamente da 2 varianti di coronavirus

© AFP 2021 / Khaled DesoukiРобот берет анализ на коронавирус в одной из больниц Египта
Робот берет анализ на коронавирус в одной из больниц Египта - Sputnik Italia, 1920, 17.07.2021
Seguici su
Nel mondo si sono registrati alcuni casi di contagio contemporaneo con 2 varianti di coronavirus. Una paziente ha perso la vita. Tuttavia, gli scienziati sono cauti. In questo approfondimento vediamo insieme cosa succede al corpo in caso di coinfezione e come sta cambiando il COVID-19.

Primi casi di doppia infezione

Il 3 marzo in una clinica della cittadina di Aalst in Belgio è stata accolta una donna di 90 anni. “A causa di una serie di cadute”, si legge nel referto che ne spiega la ragione dell’ospedalizzazione. La paziente non presentava al momento sintomi di infezione respiratoria di origine virale, ma il tampone rivelò l’avvenuto contagio da coronavirus.
La paziente non presentava criticità a livello respiratorio e i suoi livelli di ossigeno erano nella norma. Successivamente la condizione della donna cominciò a peggiorare rapidamente e cinque giorni dopo morì.
Il tampone post mortem evidenziò la presenza di due varianti di SARS-CO-2: è il cosiddetto fenomeno della coinfezione. La prima variante è la B.1.1.7 (alfa), altresì nota come britannica. La seconda è la B.1.351 (beta), o sudafricana. Entrambe le varianti erano state già registrate in Belgio: la donna probabilmente era stata contagiata da due soggetti diversi, ma non è possibile sapere dove sia avvenuto il contagio.
La donna viveva sola e non era stata vaccinata. Probabilmente non era ancora giunto il suo turno: la campagna vaccinale nel Paese era cominciata a fine dicembre.
Questo è uno dei primi casi documentati di coinfezione. Gli scienziati belgi ne hanno parlato in occasione del Congresso europeo di Microbiologia clinica e Patologie infettive, tenutosi nei giorni scorsi in videoconferenza. Gli scienziati faticano ad affermare che la coinfezione sia stata effettivamente la ragione della morte della paziente, ma osservano che probabilmente si tratta di un fenomeno sottovalutato.
Oggi sono noti altri 7 casi simili a Bangkok. Grazie ai tamponi effettuati sugli operai di una grande fabbrica sono stati rilevati soggetti portatori in contemporanea di due varianti, l’alfa e la delta. La delta si è originata durante l’inverno in India e in primavera ha poi scatenato una violentissima ondata che si è rapidamente diffusa in tutto il mondo.
Le condizioni dei pazienti non lasciano spazio a dubbi. Si ipotizza che la contemporanea infezione con due varianti si sia verificata per il fatto che gli operai vivevano in un luogo molto affollato.
Una ragazza guida la bicicletta in città - Sputnik Italia, 1920, 17.07.2021
Terza dose contro la variante Delta? L’Ema per ora frena

Spazio alle ipotesi

La possibilità della coinfezione fu ipotizzata da alcuni scienziati statunitensi che studiarono il caso di secondo contagio di ragazzo venticinquenne del Nevada. Nel mese di marzo del 2020 il giovane presentava sintomi di infezione respiratoria virale, ma non aveva altre patologie che lo rendevano un soggetto a rischio. Il paziente si riprese rapidamente.
Tuttavia, a fine maggio il giovane cominciò a sentirsi nuovamente male: febbre, tosse, mal di testa, diarrea.
Le analisi evidenziarono la presenza di più varianti. Questo è il primo caso documentato di seconda infezione da COVID-19 negli USA. Prima si era registrato un altro caso in Ecuador. In entrambi i casi il secondo contagio aveva avuto effetti più gravi.
Tuttavia, gli scienziati americani diedero un’altra spiegazione all’accaduto parlando di varianti A e B. Si ipotizza che nel primo test la variante B non venne rilevata, mentre nel secondo test la variante A era già scomparsa.
Silvio Brusaferro  - Sputnik Italia, 1920, 14.07.2021
Brusaferro: “La chiave per difenderci anche dalle varianti è il vaccino”

COVID (molto) lungo

Uno dei primissimi casi di secondo contagio è stato oggetto di studio degli scienziati del Centro di ricerca epidemiologica del Servizio federale russo di controllo sui diritti del consumatore. Gli scienziati riportano il caso di una donna novantenne ospedalizzata con febbre alta e altra sintomatologia di infezione respiratoria virale. Il tampone ha rivelato la positività al coronavirus. Le condizioni della donna sono peggiorate, è stata portata in rianimazione e dopo 5 giorni la donna ha perso la vita.
Gli scienziati hanno sequenziato il genoma degli agenti patogeni rilevati in due campioni prelevati dalla donna in diversi stadi della malattia. È emerso che inizialmente nell’organismo della paziente era prevalente una variante di SARS-CoV-2, mentre dopo 8 giorni predominava la seconda. È stata scartata l’ipotesi secondo cui la donna sia stata infettata dalla seconda variante in ospedale poiché entrambe le varianti sono state rilevate già nel primo test effettuato.
È noto che i virus mutano continuamente nell’organismo di pazienti malati per lungo tempo. Non è però questo il caso. Infatti, i ceppi del virus appartenevano a gruppi diversi: GH e GR. Probabilmente proprio il secondo contagio ha scatenato un decorso più gravoso della malattia, secondo gli scienziati.
È stato in Portogallo che l’infezione è stata dimostrata a livello clinico. A marzo è stata accolta in ospedale una ragazza diciassettenne che presentava sintomi da infezione respiratoria virale. Le condizioni della ragazza sono peggiorate dopo 9 giorni ed è stata trasferita in terapia intensiva. Dopo un po’ di tempo alla paziente è stata dimessa con una saturazione al 99%, ma con positività al COVID. Quindi, è stata prescritta la quarantena in isolamento.
Turisti sul risciò a Roma - Sputnik Italia, 1920, 16.07.2021
Iss: variante Delta più diffusa nel Paese
Dopo 2 mesi la ragazza è finita nuovamente in ospedale poiché presentava sintomi analoghi e dolore al petto. Fortunatamente dopo poco tutto è passato. Ma gli scienziati hanno sequenziato il genoma dei patogeni contenuti all’interno di campioni prelevati dalla ragazza in momenti diversi. All’interno dei campioni erano presenti varianti del coronavirus 20A (prevalente in Lombardia e Portogallo) e 20B (diffusa in Europa).
Le varianti 20° e 20B sono geneticamente molto diverse e si sono originate in momenti diversi. Quando nella paziente comparvero i primi sintomi, la ragazza era già stata infettata dal virus, secondo gli scienziati. Questi ultimi, però, non sono riusciti ad evidenziare la presenza del secondo ceppo.
Gli scienziati ipotizzano che la doppia infezione sia stata la ragione per cui nella ragazza la malattia abbia avuto un decorso lungo e complesso. Infatti, i test genetici non hanno dimostrato una predisposizione della ragazza a sviluppare una forma grave di COVID. Durante il periodo della malattia è stata la madre a prendersi cura della ragazza. Tra i conviventi della ragazza soltanto la madre è stata contagiata, ma nel suo caso il decorso è stato lieve.
Al momento si dispone di pochi dati, quindi è ancora presto per tirare delle conclusioni. Probabilmente eventuali contagi plurimi potrebbero davvero essere in realtà sintomo di una coinfezione che non viene rilevata in fase di test. Gli scienziati devono ancora capire come si verifichi questo contagio plurimo, in che modo due diverse varianti di coronavirus in uno stesso organismo presentino sintomi diversi nel decorso della malattia, quale sia il motivo scatenante le recidive e se i vaccini siano efficaci in questo caso.
Uno dei pochi studi sul tema è stato condotto dagli scienziati della Columbia University. Tra l’inverno del 2016 e la primavera del 2018 a New York gli scienziati hanno effettuato test su 191 soggetti per rilevare un eventuale contagio da forme stagionali di coronavirus. Ancora in quel periodo non si parlava di COVID-19. È emerso che 19 pazienti erano stati infettati più volte e tra loro ben 7 erano stati contagiati contemporaneamente da diversi virus respiratori. Questo, tuttavia, non aveva inciso sulla gravità del decorso della patologia.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала