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L'incognita del voto M5S sulla giustizia: l'ipotesi dello "strappo" nel semestre bianco

© Filippo AttiliGiuseppe Conte, sullo sfondo il portavoce Rocco Casalino
Giuseppe Conte, sullo sfondo il portavoce Rocco Casalino - Sputnik Italia, 1920, 17.07.2021
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Lunedì è previsto il faccia a faccia tra Conte e Draghi. Il M5S cerca una mediazione testo del ministro Cartabia, ma il governo vuole accelerare sull'approvazione della riforma della giustizia. E nel frattempo si rincorrono le voci su un possibile incidente nel semestre bianco.
Al centro dell’incontro di lunedì mattina tra Giuseppe Conte e Mario Draghi, il primo faccia a faccia dal passaggio di consegne a Palazzo Chigi, ci sarà la riforma della giustizia.
Anche se l’ex premier, che dopo il pranzo pacificatore con il garante Beppe Grillo a Marina di Bibbona si appresta a prendere le redini del M5S, ha già chiarito che confermerà “l’appoggio del Movimento al governo”, si rincorrono gli scenari su una eventuale rottura che potrebbe consumarsi proprio sul testo approvato la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri.
Si vocifera anche di un possibile strappo durante il semestre bianco, quando non sarà più possibile lo scioglimento delle Camere, se non si arrivasse ad un compromesso sulla riforma della giustizia.
Giuseppe Conte incontra la stampa  - Sputnik Italia, 1920, 11.07.2021
Trovato accordo Conte-Grillo su Statuto
I segnali sono contrastanti: da un lato le aperture al dialogo e il timore dei parlamentari grillini di andare ad elezioni anticipate, dall’altro le indiscrezioni, come quelle pubblicate dal Giornale.it, che parlano di messaggi inviati a deputati e senatori del M5S per rassicurarli sul fatto che passare all’opposizione non vorrebbe dire automaticamente far cadere il governo.
Tra il dire e il fare, però, c’è di mezzo l’attuale premier, che potrebbe decidere di dimettersi una volta perso il sostegno di quello che, al netto dei sondaggi in picchiata da mesi, resta ancora il primo partito in Parlamento.
Nel frattempo, si cerca una sintesi sulla riforma e in particolare sul nodo della prescrizione. "Il presidente del Consiglio deve capire che noi non possiamo vedere le riforme cui abbiamo lavorato e che avevamo promesso agli elettori smantellate una ad una", è la posizione di Conte e di tanti big del Movimento, in primis l’ex Guardasigilli Bonafede.
"Non potete chiederci – ha continuato l’ex premier, citato da Repubblica - di venire meno a promesse che avevamo fatto e che ci hanno consentito il successo del 2018".
Ora, come si legge sullo stesso quotidiano, a riaccendere lo scontro è la cancellazione dal testo della riforma della modifica introdotta dalla commissione Lattanzi sul calcolo della prescrizione contenuto nella legge ex Cirielli.
I pentastellati chiedono ulteriori emendamenti, ma la ricerca di un compromesso deve fare i conti con la necessità di chiudere la partita il prima possibile, visto che la riforma della giustizia è una di quelle necessaria ad ottenere i fondi europei per la ripresa.
È possibile, si legge sull’agenzia Agi, che il governo ponga la questione di fiducia e che si possa andare al voto già entro fine luglio, al massimo i primi di agosto.
Un’astensione, o peggio un voto contrario del M5S, su uno dei pilastri dell’azione dell’esecutivo, sarebbe un pessimo segnale per la tenuta del governo. Ma non sarebbe escluso, visto che il Movimento continua ad arrancare nei sondaggi e l’ex premier a perdere popolarità.
La tentazione di passare all’opposizione, insomma, ora che anche un altro provvedimento bandiera dei grillini, il reddito di cittadinanza, è sotto attacco da più fronti, sembra farsi sempre più forte.
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