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L'accusa choc del fidanzato di Saman: "Il padre ha già ucciso altre persone"

CC0 / Pixabay.com / Carabinieri
Carabinieri - Sputnik Italia, 1920, 17.07.2021
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Saqib Ajub, il fidanzato di Saman Abbas, ora accusa il padre della giovane di essere membro della mafia pakistana: "Ha già ucciso in Italia e in Pakistan".
“Shabbar Abbas, è legato alla mafia pakistana”. È l’accusa formulata davanti agli inquirenti da Saqib Ajub, il fidanzato di Saman. Il ragazzo, secondo la ricostruzione del programma di Mediaset Quarto Grado, ripresa da ilGiornale.it, avrebbe detto di temere per sé e per i suoi genitori che si trovano nel suo Paese d’origine.

Il giovane avrebbe poi parlato di alcune telefonate con Saman in cui la ragazza avrebbe alluso a presunti omicidi commessi dal padre “sia in Italia sia in Pakistan”.

Accuse pesanti, a cui però Saqib non è nuovo. In più di un’intervista, nelle scorse settimane, aveva già denunciato di essere stato minacciato in passato, assieme alla sua famiglia, dal genitore della giovane scomparsa da Novellara.
"Il padre una volta è andato a trovare la mia famiglia in Pakistan, ha detto ai miei parenti più stretti che dovevo lasciarla, altrimenti avrebbe ucciso loro in Pakistan e me in Italia, perché sapevano dove abitavo”, ha detto il 21enne nei giorni scorsi a La Stampa.
Carabinieri - Sputnik Italia, 1920, 06.07.2021
Caso Saman, rogatoria dei pm al Pakistan per la cattura dei genitori
Secondo l’avvocato del giovane, Claudio Falleti, intervistato dal Resto del Carlino, Saqib vivrebbe tuttora in “costante pericolo” visto che già lo scorso febbraio aveva sporto denuncia per minacce nei confronti dei genitori di Saman.
Il legale del ragazzo sostiene di avere “le prove dei video e dei messaggi” che testimoniano come anche la famiglia di Saqib in Pakistan sia stata minacciata.
Proprio delle minacce subite dai genitori della fidanzata e delle ultime conversazioni con la giovane prima della sua sparizione nelle campagne del reggiano, parlerà Saqib durante l’incidente probatorio davanti al gip, che si terrà la prossima settimana.
Intanto, la sorte della 18enne che ha denunciato i genitori per evitare un matrimonio forzato in Pakistan è ancora avvolta nel mistero.
Oltre due mesi di ricerche che hanno visto impegnati 500 carabinieri, polizia, unità cinofile, droni e strumenti tecnologicamente avanzati finora non hanno portato a nulla. Tanto che, dopo 67 giorni, sono state sospese.
Proseguono, però, le indagini per omicidio, senza escludere nessuna pista. Il fidanzato, infatti, ipotizza che la giovane possa essere ancora viva e che sia tenuta prigioniera dai familiari, magari fuori dall’Italia.
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