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Il Green pass è costituzionale oppure no? Secondo esperti sì e può imporre limitazioni

© Sputnik . Evgeny UtkinLa gente cammina sulle strade di Milano
La gente cammina sulle strade di Milano  - Sputnik Italia, 1920, 17.07.2021
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Il green pass potrebbe governare la nostra vita, almeno in parte, fino alla fine della pandemia. Non tutti sono ovviamente disposti e alcuni gridano alla violazione dei diritti costituzionali della libertà individuale.
La parola “salute” è presente due volte nella nostra carta costituzionale, all’articolo 32 e all’articolo 117. Ma è l’articolo 32 quello a cui fanno appello da una parte i fautori della limitazione dei diritti dei singoli per tutelare la collettività, e dall’altra quanti chiedono di essere più liberi nel decidere le cure a cui vogliono sottoporsi o non sottoporsi.
Il dibattito ora si concentra sul green pass europeo adottato anche dall’Italia e sulla ipotesi che il governo a breve possa emettere un decreto legge per obbligarne l’uso in determinati contesti, come stadi, fiere, concerti, matrimoni e altre feste religiose.
Ma è costituzionale o non è costituzionale imporre il green pass per entrare allo stadio o per partecipare ad un matrimonio al quale si è stati invitati? Gli italiani se lo domandano e gli esperti costituzionalisti contattati da Il Sole 24 Ore hanno provato a dare una risposta.
Prima, però, vediamo cosa dice l’articolo 32 della Costituzione italiana:
“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

Salute del singolo e collettività

La questione è che se è vero che la salute è un diritto fondamentale del singolo e come tale è tutelato dalla Costituzione, è anche vero che la nostra carta tutela l’interesse della collettività.
Ed è in questa sottile e delicata congiunzione tra i due diritti che è intervenuto il governo sin dall’inizio della pandemia. Prima limitando i nostri spostamenti fino a chiuderci in casa in una sorta di arresto ai domiciliari collettivo, quindi imponendo ai sanitari l’obbligo vaccinale e ora il green pass per frequentare determinati luoghi dove è sì presente il singolo, ma anche la collettività: stadi, fiere, concerti, ecc.
Il Sole 24 Ore fa notare che nel 2018 la Corte costituzionale aveva sancito che l’imposizione di un trattamento sanitario è consentito se volto “non solo a migliorare o a preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri”.
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