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Giustizia, il sondaggio sui referendum: sì dal 56 per cento degli italiani

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Giustizia - Sputnik Italia, 1920, 17.07.2021
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Secondo l'ultima rilevazione di Piepoli il 56 per cento degli italiani sarebbe pronto a dire sì ai quesiti promossi da Lega e Radicali. Tra le adesioni anche quelle di esponenti del Pd e di Italia Viva e del direttore d'orchestra Paolo Olmi.
Il boom di sottoscrizioni, oltre 200mila, raccolte in pochi giorni per i sei quesiti referendari proposti dalla Lega e dai Radicali, dimostrano come quello della riforma della giustizia e del ruolo della magistratura sia percepito come un problema urgente da tantissimi italiani.
Secondo un sondaggio realizzato per La7 dall’istituto Piepoli ad essere favorevoli ai quesiti che propongono la riforma del Csm per eliminare il sistema delle correnti, la responsabilità diretta dei magistrati, la loro equa valutazione, la separazione delle carriere, il limite all’abuso della custodia cautelare e l’abolizione del decreto Severino, sarebbe oltre un cittadino su due.
Il 56 per cento degli elettori, infatti, voterebbe sì. La percentuale aumenta tra i simpatizzanti del centrodestra e, ovviamente, tra i leghisti, promotori del referendum.
L’84 per cento degli elettori della Lega è favorevole, così come il 79 per cento di quelli di Forza Italia. L’86 per cento dei supporter di Fratelli d’Italia approva la proposta, tanto che anche Giorgia Meloni ha sposato la raccolta firme, sebbene limitatamente a quattro dei sei quesiti.
Le percentuali sono alte, però, anche nel centrosinistra e tra gli elettori del M5S. Il 59 per cento dei grillini, secondo Piepoli, è pronto a dire sì ai cambiamenti proposti da Lega e Radicali. Il vero colpo di scena, però, è che i quesiti convincono anche il 39 per cento dei Dem.
A confermare il trend c’è anche un’altra rilevazione, quella di Roberto Baldassari di Lab2101 per Affaritaliani.it, che certifica come il 45,8 per cento degli intervistati sia pronto a votare sì.
A dimostrare il sostegno trasversale che sta ricevendo la battaglia dei Radicali e del partito di Matteo Salvini ci sono anche le firme di Giuseppe Ferrandino, eurodeputato del Pd, e degli esponenti di Italia Viva, Mauro Grassi e Raffaella Paita, deputata del partito di Matteo Renzi, arrivate nei giorni scorsi.
Nella lista dei politici che hanno aderito nelle ultime ore c’è anche il nome di Bobo Craxi e dell’ex presidente del Senato, Marcello Pera. L’obiettivo, come si legge sul Giornale.it, è quello di arrivare ad un milione di firme.
Per oggi è prevista anche quella di diversi intellettuali come Davide Rondoni, Giordano Bruno Guerri, il filosofo Stefano Zecchi. Ad annunciare l’adesione all’iniziativa è stato anche il direttore d’orchestra Paolo Olmi.
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