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Continua l'emergenza rifiuti nella Capitale, polemiche sulla discarica ad Albano

© Sputnik . Pavel LisitsynUna discarica nei pressi di Ekaterinburg.
Una discarica nei pressi di Ekaterinburg. - Sputnik Italia, 1920, 16.07.2021
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Entra in vigore oggi l'ordinanza della sindaca Virginia Raggi che prevede il conferimento temporaneo di circa 1.100 tonnellate giornaliere di rifiuti nel comune dei Castelli Romani. E arriva l'ultimatum di Viterbo: "Stop ai conferimenti dal 31 luglio".
Andranno ad Albano almeno per i prossimi sei mesi le 1.100 tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati provenienti dai Tmb della Capitale. È quanto messo nero su bianco lo scorso 14 luglio in un'ordinanza della sindaca Virginia Raggi, che entrerà in vigore nella giornata di oggi. Così il Campidoglio cerca di tamponare l’emergenza rifiuti che da settimane, ormai, attanaglia la Città Eterna.
Si tratta, si legge nell’ordinanza, citata dal Corriere della Sera, dell’unica discarica presente sul territorio della Città Metropolitana “idonea per prossimità e caratteristiche approssimative”. Per questo, il Campidoglio ha deciso di chiedere alla Ecoambiente Srl, società che gestisce il sito, “di attivare le procedure operative” della discarica che si trova al 24esimo chilometro di via Ardeatina.
Ma la decisione ha già suscitato polemiche. Il primo cittadino di Albano ha annunciato di voler presentare un ricorso al Tar per bloccare l’ordinanza. Contrarie al conferimento dei rifiuti di Roma nel comune dei Castelli Romani anche diverse associazioni di cittadini che minacciano di portare la sindaca in tribunale. Il punto sostenuto dagli attivisti, che mettono in guardia sui rischi per la salute, è che non si possa riattivare un invaso che dista soltanto 150 metri dalle abitazioni.
Emergenza rifiuti a Roma  - Sputnik Italia, 1920, 08.07.2021
Situazione rifiuti a Roma, proseguono i roghi di quanto non raccolto
Insomma, i cittadini di Albano sono sulle barricate nonostante si tratti, come è stato chiarito nel vertice con il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, di un provvedimento transitorio.
Intanto, ieri, dal tavolo tecnico tra Mite, Regione Lazio e Comune di Roma, è emerso che il nuovo impianto che dovrebbe contribuire a risolvere i problemi della città, non potrà essere realizzato nel comune di Roma, ma in provincia. Secondo quanto si apprende dall’Adnkronos, la nuova discarica potrebbe essere aperta a Magliano Romano.
Nel frattempo, però, la situazione resta critica. Anche il sito di Civitavecchia si prepara a chiudere i battenti e il sindaco di Viterbo, Giovanni Arena, ha fatto sapere, in un incontro con il prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, di cui dà notizia Il Messaggero, che la discarica della Tuscia non potrà più accettare i rifiuti indifferenziati della Capitale dal prossimo 31 luglio.
A battere i pugni sul tavolo sono anche le opposizioni in Campidoglio, che ieri hanno messo in minoranza la sindaca con l’approvazione di due ordini del giorno, uno del Pd, che impegna la giunta a indicare “l’ubicazione degli impianti di smaltimento necessari” e a rilanciare Ama, la municipalizzata dei rifiuti, con nuovi strumenti e risorse umane, e uno di Fratelli d’Italia che chiede alla Raggi e a Zingaretti di elaborare “un piano strategico che preveda la realizzazione di strutture impiantistiche adeguate al fine di raggiungere l’autosufficienza nello smaltimento e nel trattamento dei rifiuti”.
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