Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Perché l’ISIS minaccia Roma e Di Maio? Parola a Andrea Cucco (Difesa Online)

© Foto : Facebook / Luigi di MaioLuigi di Maio partecipa a un panel dedicato al tema della visione del mondo nel post-Covid
Luigi di Maio partecipa a un panel dedicato al tema della visione del mondo nel post-Covid - Sputnik Italia, 1920, 15.07.2021
Seguici su
Torna l'ombra del terrorismo. Il settimanale al-Naba, rivista dello Stato Islamico, ha pubblicato un articolo di minacce nei confronti dell'Italia e del ministro Luigi Di Maio.
"Il dossier più pesante e importante sul tavolo dell'alleanza dei crociati a Roma è il tema dell'Africa e della regione del Sahel", si legge nel pezzo. "Il ministro degli Esteri italiano ha ammesso che 'non è sufficiente' combattere l'Isis in Iraq e Siria, ma bisogna guardare 'ad altre regioni' in cui è presente il gruppo terroristico, affermando che proteggere la regione significa proteggere l'Europa".
È una minaccia vera o una propaganda? C’è il rischio reale di attentati terroristici? Per un approfondimento Sputnik Italia si è rivolto a Andrea Cucco, direttore responsabile di "Difesa Online".
— Luigi Di Maio e Roma sono nel mirino dell'Isis dopo il vertice sullo Stato Islamico. Questo tipo di minacce non sono nuove, vero? Come dobbiamo leggerle?
— L’Italia e Roma in particolare sono già state minacciate nel passato. La capitale italiana è stata sempre tra gli obiettivi del Califfato perché simbolicamente rappresenta l’Occidente e la fede cristiana. È una “tradizione” di lunga data perché un attacco terroristico avrebbe una risonanza notevole.
Serie minacce al ministro degli esteri italiano, legate all'ISIS, sono invece relativa novità perché non abbiamo mai preso posizioni ardite nei confronti di quella particolare organizzazione terroristica. L’Italia ha sempre partecipato alle coalizioni anti-ISIS ma ufficialmente con i compiti di seconda linea: logistica, rifornimenti, addestramento di militari, miliziani e così via. Non ci siamo mai esposti, almeno ufficialmente, in prima linea.
Certo, se “bisogna giudicare dai nemici non meno che dagli amici”, credere che ora lo Stato Islamico abbia come avversario Di Maio fa sorridere e pensare che sia davvero alla frutta… Sembra un film di serie B: “Godzilla vs. Heidi”.
— Quali sono le tue preoccupazioni principali?
— Dietro al terrorismo ci sono sempre dei governi. Inutile raccontare la favola che si tratta di organizzazioni autofinanziate.
Ricordiamo che, quando esisteva territorialmente lo Stato Islamico, di certo non era la Siria o l’Iraq che ne subivano la presenza a finanziarlo comprando petrolio dalle aree occupate.
— Secondo te, l’editoriale pubblicato dal settimanale al-Naba potrebbe essere l’ulteriore spinta per i cosiddetti “lupi solitari” – individui spesso autoradicalizzati che fanno riferimento a “reti” locali, senza collegamenti diretti all’ISIS?
Sicuramente, perché gli idioti solitari ci sono sempre stati e sempre ci saranno. A volte ci sono azioni folli e criminali da parte dei semplici concittadini che fraintendono il messaggio di un politico... figuriamoci quando si tratta di un appello internazionale che millanta legami di fede. Sono certamente il rischio più grave!
— Nell'articolo dell'Isis si legge che "il dossier più pesante e importante sul tavolo dell'alleanza dei crociati a Roma e pure l'Africa e la regione del Sahel dove le missioni italiane si rafforzano. C’è il rischio reale di attentati anche fuori confini italiani e in particolare nel Sahel?
Militanti dell'ISIS a Mosul - Sputnik Italia, 1920, 11.07.2021
Allerta attentati dopo le minacce Isis all'Italia: ecco dove possono colpirci
— La missione italiana è ancora in via di definizione. Sicuramente c’è e ci sarà una partecipazione italiana ma bisogna vedere con quale formula. Per ora i francesi ci hanno chiesto un particolare supporto: hanno bisogno di elicotteri. Si vedrà se invieremo anche altro, tra cui forze speciali.
Attentati già avvengono. Ricordiamo che, poche settimane addietro, sono stati attaccati e feriti almeno 12 soldati tedeschi della missione delle Nazioni Unite “MINUSMA” in Mali, in un’area in cui sono attivi al Qaeda e Stato Islamico.
Per quanto riguarda il Sahel, di fatto lì sono interessi energetici francesi a venir difesi. Non ci sarebbe nulla di male da parte dell’Italia a voler supportare un altro Paese. Sarebbe però saggio – ed inedito - imparare a trarne qualche utilità. In Libia, dopo quanto combinato 10 anni or sono, i francesi potrebbero aiutarci e fare squadra per riuscire finalmente a pacificarla?
— A livello preventivo cosa può fare l’Italia per contrastare questo pericolosissimo fenomeno?
— L’Italia deve sicuramente fare quello che ha già fatto fino adesso. Preventivamente le intelligence e le forze dell'ordine non potranno che continuare a monitorare ed intercettare potenziali “lupi solitari”, singoli individui spesso neanche legati ad alcuna organizzazione ma potenzialmente capaci di violenze.
Da un lato c’è la speranza che il nuovo presidente del consiglio, che ha dimostrato un carattere ed una tempra decisamente maggiori del predecessore, possa far comprendere agli eventuali “suggeritori” dell’ISIS, ai governi che di fatto ancora supportano quell'organizzazione, che non è il caso di utilizzare l’Italia come obiettivo di gesti dimostrativi.
Da un altro lato la capacità piuttosto maldestra di gestire i rapporti internazionali di Di Maio, come abbiamo sperimentato con gli Emirati Arabi, senz'altro complica la situazione.
Di Maio negli Emirati Arabi uniti - Sputnik Italia, 1920, 10.06.2021
Si inasprisce la crisi tra Italia ed Emirati arabi, a rischio la base italiana a Dubai
Il mese scorso ero sul volo per l’Afghanistan con il resto della stampa per la cerimonia di ammainabandiera ad Herat, quando gli Emirati Arabi hanno vietato il sorvolo al nostro velivolo militare. La reazione del ministro degli Esteri ha portato in breve all’interruzione totale di ogni collaborazione con Abu Dhabi. Una relazione costruita nel corso di decenni. Ogni paese ha una rete di rapporti e, quando lo si insulta, la reazione si estende a tutti i suoi “amici”. Caro ci è costato e ci costerà l’ennesimo passo falso del ministro.
Non vorrei che l'incapacità del nostro capo della Farnesina si traducesse in altri fallimenti ben più gravi e soprattutto ben più “cari” nel momento in cui si cimenta nel campo del terrorismo.
L'opinione dell'autore potrebbe non coincidere con la posizione della redazione.
* Isis - Organizzazione terroristica bandita in Russia
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала