Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

L’accordo Italia-Libia sui migranti verso il rinnovo. Le Ong contrarie

© AFP 2021 / Pablo GarciaUn gruppo di migranti libici a bordo del battello di salvataggio Aita Mari
Un gruppo di migranti libici a bordo del battello di salvataggio Aita Mari  - Sputnik Italia, 1920, 15.07.2021
Seguici su
Dal 2017 sono calati gli sbarchi ma aumentano i morti in mare e le denunce di torture nei centri di detenzione libici.
Da oggi la Camera discute il rinnovo del patto firmato nel 2017 dal governo di Paolo Gentiloni con la Libia per fermare gli sbarchi di migranti provenienti dall’altra sponda del Mediterraneo. Un accordo su cui pesano molti dubbi, primi tra tutti quelli delle organizzazioni non governative e delle associazioni per la difesa dei diritti, e poi anche quelle dei partiti.
Dopo quattro anni dall’entrata in vigore, con oltre 150 milioni di euro spesi in tre anni da parte dell’Italia per addestramento e fondi a Tripoli, in molti chiedono un cambio di passo.
C’è anche, chi, pretende di rafforzare l’intesa che ha portato a un crollo degli sbarchi sulle coste italiane.
Adesso il dibattito approda in Parlamento dove i partiti sono divisi. Il segretario del Pd Enrico Letta ha chiesto che del problema si faccia carico l’Unione Europea anche economicamente.
Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha precisato che “il governo italiano non ha disposto e non disporrà finanziamenti a favore della Guardia costiera libica”.

Il bilancio

Il memorandum Minniti, dal nome dell’allora ministro dell’Interno, prevedeva l’addestramento italiano della Guardia costiera libica, la fornitura di mezzi e fondi per le operazioni di soccorso nella sua area Sar.
Le operazioni sono state, però, duramente contestate, perché le motovedette libiche quando intervengono spronate dalle autorità italiane, riportano i migranti in quello che la stessa Ue definisce “un porto non sicuro”, nei centri di detenzione dove le ong hanno testimoniato torture e maltrattamenti.
Nei primi sei mesi di accordo, il flusso dei migranti è sceso da 180mila persone in arrivo in Italia a meno di 100mila e sei mesi più tardi a meno di 10mila arrivi.
Nei primi sei mesi del 2021, secondo i dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) circa 20.500 persone sono sbarcate in Italia, mentre altre 15.700 sono state intercettate dalla Guardia Costiera libica e sono state riportate indietro e rinchiuse nei campi di detenzione dove secondo le ong si verificano torture e stupri.
Per Save the Children l’altro dato da sottolineare è l’aumento dei morti in mare: nel 2019 erano stati 754, sono saliti a 955 nel 2020 e nei primi sei mesi di quest’anno sono già 677.

Una benda sugli occhi per protestare

Ieri, alla vigilia dell’approdo alla Camera dell’accordo, tutte le associazioni che partecipano al Tavolo Asilo hanno partecipato alla manifestazione “Libia, una benda per non vedere”.
Oltre 100 le associazioni scese in piazza che chiedono il no al rinnovo della missione in Libia e alla prosecuzione della cooperazione con le autorità libiche senza garanzie concrete sulla protezione dei diritti umani di persone migranti e rifugiate, lo stop al sostegno e alla collaborazione con la “Guardia costiera libica” per il respingimento forzato in Libia delle persone intercettate in mare.
E poi l’evacuazione dei migranti nei centri di detenzione con l’apertura di canali di ingresso per i migranti e i rifugiati.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала