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Whirlpool, Tibaldi-Rappa (Fiom): "Dopo lo sblocco dei licenziamenti, arrivano gli sciacalli"

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Lavoratori Whirpool - Sputnik Italia, 1920, 14.07.2021
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Dopo l'annuncio dell'azienda di aprire le procedure di licenziamento collettivo, i lavoratori dello stabilimento di Napoli hanno deciso di manifestare davanti al carcere di Santa Maria Capua Vetere dove è prevista una visita di Mario Draghi e Marta Cartabia. Chiedono di incontrare il premier.
I lavoratori del gruppo Whirlpool sono in agitazione dopo il tavolo di oggi al MISE, nel quale la società ha annunciato la volontà di aprire le procedure di licenziamento, bloccate dalla normativa decaduta al 30 giugno.
Subito dopo la conclusione della videoconferenza tra azienda e sindacati presieduta dalla viceministra Alessandra Todde, i dipendenti di Napoli si sono riuniti in assemblea nello stabilimento di via Argine, dove hanno deciso di manifestare davanti al carcere di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, dove oggi sono attesi in visita il presidente del Consiglio Mario Draghi e il ministro della Giustizia Marta Cartabia.
Durissima la reazione di Fiom - Cgil che ha definito la decisione unilaterale comunicata dall'ad Luigi La Morgia un "vero atto di sciavallaggio"
"Whirlpool ha deciso di avviare la procedura di licenziamento collettivo per le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento di Napoli, non curante delle sollecitazioni del governo e dei sindacati di avvalersi delle ulteriori 13 settimane di cassa integrazione in ottemperanza all'avviso comune siglato da Cgil, Cisl e Uil. Whirlpool ha ammesso di voler approfittare della finestra temporale dello sblocco dei licenziamenti per procedere, nonostante gli utili in aumento negli ultimi due anni: un vero atto di sciacallaggio", si legge in un comunicato firmato dalla segretaria nazionale Barbara Tibaldi e dal segretario provinciale, Rosario Rappa, inviato da Fiom a Sputnik Italia.
Per i sindacati l'avvio della procedura di licenziamento "interrompe il dialogo con l'azienda e rompe le relazioni sindacali, impedendo così di trovare una soluzione condivisa per il futuro del gruppo e dello stabilimento di Napoli". "Ci aspettiamo - si legge inoltre - che le conseguenze del gravissimo atto dell'azienda determinino, finalmente, una dura reazione del governo".
Davanti alla casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, dove si è formato il presidio dei lavoratori, Rappa ha riferito ai giornalisti della richiesta inoltrata dai sindacati di un incontro con Mario Draghi.
"Draghi è garante dell'accordo sottoscritto con Confindustria e deve intervenire con il board americano per fare modificare la posizione dell'azienda", ha dichiarato.
A Varese i lavoratori sciopereranno stasera e domani per 3 ore a fine turno. Negli altri stabilimenti del gruppo sono previste assemblee per definire le mobilitazioni. Ulteriori iniziative verranno discusse nei prossimi giorni dal coordinamento nazionale di Fim- Fiom- Uilm.

La procedura di licenziamento

Mercoledì mattina l'ad di Whirlpool Italia, Luigi La Morgia, ha annunciato la volontà dell'azienda di avviare le procedure di licenziamento collettivo, bloccate dallo moratoria revocata il 30 giugno.
L'azienda ha altresì annunciato che nell'ambito dei 75 giorni previsti dalla procedura resterà disponibile ad eventuali alternative che consentano il trasferimento di lavoratori ed asset ad un'altra proprietà. Allo stesso tempo offre a ogni dipendente un "pacchetto incentivi" da 84 mila euro o la possibilità di trasferirsi in un altro sito dell'azienda".
In un comunicato Whirlpool ha reso noto che la procedura verrà avviata domani 15 luglio.
La decisione unilaterale dell'azienda arriva a due settimane dalla fine del blocco licenziamenti, nonostante l'accordo firmato da sindacati e Confindustria e nonostante i risultati positivi prodotti nell'ultimo anno.

La vertenza Whirlpool

La multinazionale degli elettrodomestici ha definitivamente chiuso l'impianto di produzione di Napoli il 31 ottobre 2020, mettendo in cassa integrazione i circa 300 operai Whirlpool che adesso rischiano il posto di lavoro alla scadenza dello stop ai licenziamenti.
Secondo i vertici di Whirlpool, l’impianto di Napoli perdeva 20 milioni di euro all'anno e ogni tentativo di rilanciare lo stabilimento sarebbe stato vano.
Tuttavia le sigle sindacali hanno messo in rilievo come la decisione di chiudere Napoli sia incoerente con i risultati dell'azienda nel settore che nel 2020 sono stati positivi.
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