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Rapporto Oim: morti in mare quasi 1150 migranti, il doppio rispetto al 2020

© AFP 2021 / Pablo GarciaUn gruppo di migranti libici a bordo del battello di salvataggio Aita Mari
Un gruppo di migranti libici a bordo del battello di salvataggio Aita Mari  - Sputnik Italia, 1920, 14.07.2021
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Le vittime dei naufragi sono aumentati in maniera più che proporzionale rispetto alle traversate nel 2021. Il Mediterraneo si conferma il tratto di mare più pericoloso. Oim chiede agli Stati misure urgenti e proattive per fermare le morti in acqua.
Nei primi sei mesi del 2021 sono morti in mare 1.146 migranti mentre tentavano di raggiungere l'Europa. Più del doppio rispetto alle 513 vittime dei naufragi avvenuti nello stesso periodo dell'anno precedente. Rispetto al 2020, il transito di migranti lungo le rotte in mare è aumentato del 58%. Lo riferisce un rapporto dell'Oim, l'agenzia delle migrazione per le Nazioni Unite.
"L'OIM ribadisce l'invito agli Stati a prendere misure urgenti e proattive per ridurre le morti lungo le rotte migratorie marittime verso l'Europa e rispettare quelli che sono gli obblighi definiti dal diritto internazionale", afferma il Direttore Generale dell'OIM António Vitorino. "Per raggiungere questo obiettivo occorre aumentare gli sforzi di ricerca e soccorso in mare (SAR), stabilire meccanismi di sbarco prevedibili e garantire l'accesso a canali migratori legali e sicuri."
L'analisi, realizzata dal "Missing Migrants Project" presso il Global Migration Data Analysis Centre (GMDAC) dell'OIM, mette in relazione l'aumento delle morti in mare con la riduzione delle operazioni i di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo e lungo la rotta atlantica.
Il mar Mediterraneo di riconferma la rotta più pericolosa per i migranti. Nel periodo preso in considerazione dall'agenzia dell'Onu sono morte 896 persone tra uomini, donne e bambini, lungo questa rotta.
Di queste, almeno 741 persone sono morte nel Mediterraneo centrale, 149 persone hanno perso la vita attraversando il Mediterraneo occidentale e 6 sono morte lungo la rotta del Mediterraneo orientale, nel tratto di mare che separala Turchia dalla Grecia.
Lungo le rotte Atlantiche, invece, sono morte circa 250 persone mentre tentavano di raggiunge dall'Africa le isole Canarie.
Questi dati, precisa Oim, "potrebbero essere tutte stime per difetto".
Il rapporto, inoltre, registra un aumento delle operazioni di soccorso effettuate dalle autorità nordafricane, più di 31.500 nella prima metà del 2021, rispetto alle 23.117 dei primi sei mesi del 2020. Tra queste circa 15.300 sono state intercettate e riportate in Libia, quasi tre volte in più rispetto all'anno passato. Un dato che Oim definisce preoccupante per le violazioni ai diritti umani sofferte dai migranti nei centri di detenzione libici.
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