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Prove Invalsi, uno studente su due esce dalla scuola senza competenze base

© Foto : TWITTERScuola italiana, nonostante le promesse di Renzi, i problemi continuano
Scuola italiana, nonostante le promesse di Renzi, i problemi continuano - Sputnik Italia, 1920, 14.07.2021
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Le materie "bestia nera" degli studenti sono italiano, matematica, e la prova di ascolto di inglese.
Il 9,5% dei giovani tra i 18 e i 19 anni, pari a 40.000 studenti, escono dalle scuole senza competenze e quindi completamente impreparati.
E' questo il dato preoccupante che emerge dal Rapporto Invalsi, relativo alla dispersione implicita, ovvero il numero di studenti che, pur non abbandonando formalmente la scuola, escono dagli istituti senza le competenze fondamentali, con il forte rischio di avere prospettive di inserimento non dissimili da coloro che invece non hanno terminato la scuola secondaria di secondo grado.
"Sono la metà della città di Ferrara un terzo di Modena. La bocciatura non cambia le cose, è più funzionale all'organizzazione della scuola che alle competenze. I dati dicono che anche gli studenti che hanno avuto una bocciatura, continuano ad avere esiti sensibilmente più bassi di chi non è stato bocciato, dunque la bocciatura non è la soluzione. La sfida credo sia cercare risposte alternative, che sono già tutte nell'ordinamento vigente, non necessitano di particolari risorse le indicazioni nazionali", ha chiarito il responsabile nazionale Invalsi, Roberto Ricci
Ad influire negativamente sui risultati dei discenti, stando alle rilevazioni, sarebbe stata in grande misure la Didattica a Distanza, o DAD, che avrebbe fatto compiere diversi passi indietro anche a Regioni dove negli scorsi anni si era ridotto il gap sul livello di preparazione degli studenti, come la Puglia.

I dati

Secondo il Rapporto Invalsi, alle scuole medie il 39% degli studenti non ha raggiunto risultati adeguati in italiano, un dato che sale addirittura al 45% per la matematica e raggiunge livelli maggiori per le superiori, dove si attesta rispettivamente al 44% e al 51%.
La soglia minima delle competenze in italiano non viene raggiunta da oltre la metà degli studenti in molte regioni del sud: Campania e Calabria 64%, Puglia 59%, Sicilia 57%, Sardegna 53%, Abruzzo 50%.
Sorte peggiore per quanto riguarda la matematica: in Campania il 73% degli studenti è sotto il livello minimo di competenza, in Sicilia 70%, 69% Puglia.
Sensibilmente meglio le scuole elementari i cui dati restano sostanzialmente invariati se confrontati a quelli del 2019, sebbene anche per la primaria si riscontri un dislivello nei risultati raccolti dai discenti su base geografica, con minor profitto riscontrato nelle Regioni meridionali.

Dispersione implicita in aumento al Sud

A rendere ancora più preoccupante il quadro per il Sud Italia, è il dato relativo alla dispersione implicita scolastica per le Regioni del Mezzogiorno.
In alcune di esse, tale indice ha superato ampiamente valori a due cifre (Calabria 22,4%, Campania 20,1%, Sicilia 16,5%, Puglia 16,2%, Sardegna 15,2%, Basilicata 10,8%, Abruzzo 10,2%), un fenomeno particolarmente significativo poiché nelle stesse regioni anche il numero di dispersi espliciti, ovvero coloro che hanno abbandonato la scuola prima del diploma, è considerevolmente più alto della media nazionale.
"Dell'incremento della povertà educativa, non solo la scuola deve farsi carico la scuola, da sola, rischia di non farcela. Molti possono essere promossi ma poi non hanno acquisizioni salde: il problema è drammatico, bisogna puntare a competenze salde, non accontentarsi dell'infarinatura o di essere riusciti a non perdere l'anno. Tutto questo deve indurre a una riflessione attenta: la popolazione deve crescere sul piano culturale, le competenze base non possono bastare. La scuola deve insegnare il gusto di imparare, deve nutrire le conoscenze di chi è in crescita e va evitato il danno di motivazione. Altrimenti, abbandonando gli studenti fragili, questi sono destinati a divenire cittadini di serie b", ha messo in guardia Annamaria Ajello, presidente dell'Invalsi.
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