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Nucleare iraniano, Rouhani svela quando Teheran "potrà produrre uranio arricchito al 90%"

© AP Photo / Atomic Energy Organization of IranMacchine centrifughe nell'impianto di arricchimento di uranio di Natanz
Macchine centrifughe nell'impianto di arricchimento di uranio di Natanz - Sputnik Italia, 1920, 14.07.2021
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In aprile Teheran ha notificato l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (IAEA) sull'intenzione di iniziare ad arricchire l'uranio fino a una purezza del 60% a seguito dell'incidente all'impianto nucleare di Natanz che ha fatto danni alla rete di distribuzione dell'energia elettrica della struttura.
Il presidente uscente dell'Iran Hassan Rouhani ha ribadito che la Repubblica è pronta ad arricchire l'uranio fino al 90%.
In un suo recente intervento al governo mercoledì Rouhani ha affermato che "l'Organizzazione per l’energia atomica iraniana (AEOI) può arricchire l'uranio al 20% e al 60% e se un giorno il nostro reattore ne ha bisogno, può produrre anche l'uranio puro al 90%".
Ha anche parlato del ritiro dell'amministrazione Trump nel 2018 dall'accordo nucleare iraniano, noto anche come Piano d'azione congiunto globale (JCPOA), firmato nel 2015.
Secondo Rouhani, lasciando il JCPOA, Trump ha cercato di annientare l'accordo e far crollare l'economia iraniana, ma non ci è riuscito.
Le dichiarazioni del presidente iraniano seguono quelle rilasciate in aprile, in cui Rouhani aveva sostenuto che Teheran è capace di portare il livello di arricchimento dell'uranio al 90%, però non con lo scopo di produrre armi nucleari.

"Possiamo già oggi arricchire l'uranio fino al 90% se dimostriamo la risolutezza. Tuttavia, abbiamo detto fin dall'inizio che le nostre attività nucleari sono assolutamente pacifiche, ci atteniamo alle nostre parole e non cerchiamo di ottenere una bomba nucleare", ha sottolineato Rouhani in un discorso televisivo.

Il presidente iraniano lo ha detto dopo che Teheran ha comunicato all'AIEA la sua intenzione di arricchire l'uranio al 60% il prima possibile, un annuncio ritenuto dall'UE "estremamente preoccupante dal punto di vista di non proliferazione nucleare".

Accordo sul nucleare iraniano del 2015 (JCPOA)

Il JCPOA è stato firmato nel 2015 da Iran, Cina, Francia, Germania, Russia, Regno Unito, Stati Uniti, insieme all'Unione Europea. L'Iran avrebbe dovuto ridimensionare il suo programma nucleare e ridurre drasticamente le proprie riserve di uranio in cambio dell’annullamento delle sanzioni.
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Tuttavia, nel 2018 il presidente americano Donald Trump ha annunciato il ritiro unilaterale dall'accordo, avviando la strategia di nuove, rigide, sanzioni nei confronti dell’Iran. In seguito l'Iran ha iniziato a sospendere i suoi obblighi fissati nel documento.
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