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Lavoratori Gkn: “Licenziamenti non giustificati, qui si perdono fino a 600 posti di lavoro”

Lavoratori Gkn Firenze - Sputnik Italia, 1920, 14.07.2021
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Agati, delegato di raccordo Gkn Drive Line, spiega che l’azienda aveva investimenti e commesse Adesso ritirare la decisione e il governo difenda i lavoratori. Sciopero generale il 19 luglio.
C’è voglia di lottare per ottenere il ritiro dei licenziamenti, assolutamente non giustificati dalla crisi, e c’è anche il desiderio di difendere un intero territorio dall’impoverimento.
I lavoratori della Gkn di Campi Bisenzio, in Toscana, non mollano di un passo e non si spiegano come un’azienda con ordini attivi e nuove linee di produzione possa chiudere dall’oggi al domani, lasciando per strada centinaia di famiglie.
Davide Agati, delegato di raccordo Gkn Drive Line spiega a Sputnik Italia che essere stati tra i primi a cadere sotto la tagliola dello sblocco dei licenziamenti è arrivato come un fulmine a ciel sereno.
“Non ci aspettavamo di essere tra i primi, perché l’azienda non andava male – spiega – c’erano investimenti in corso, macchinari nuovi ancora da sballare, linee di costruzione”.
C’erano alcuni segnali di crisi, “alcuni esuberi da affrontare per cui ci stavamo muovendo su soluzioni meno pesanti”, ma “è diverso trovarsi da un’ora all’altra con la security nella portineria e la ditta chiusa con un comunicato mandato al Rsu”.
Per Agati, quindi, “non c’è una sola giustificazione per non usare gli ammortizzatori sociali” anche perché la Gkn ha soltanto “spostato le produzioni, perché i clienti ci sono, è stato soltanto deciso che Firenze non era più utile”.
E per protestare il 19 luglio è stato indetto lo sciopero generale provinciale da Cgil, Cisl e Uil, con corteo a Firenze e sabato 24 manifestazione nazionale allo stabilimento.

La mediazione del governo

I lavoratori, però, non hanno molta fiducia nella mediazione del governo e del ministero del Lavoro con il tavolo convocato al Mise per giovedì.
“La politica deve dimostrare qualcosa, per noi risolvere il problema significa riaprire la fabbrica, non un mese in più di cassa integrazione”, dice Agati.
“Per noi si tratta di posti di lavoro, quasi 600 con l’indotto, e di altrettante famiglie che saranno in difficoltà economica. Ci sarà un impoverimento del tessuto sociale”.

Al momento giusto servirà la scossa

Sulla pagina Facebook del Collettivo di Fabbrica-Lavoratori Gkn Firenze i dipendenti della società stanno mantenendo alta l’attenzione, ma hanno chiesto di non avviare per ora iniziative di solidarietà. “
La solidarietà locale per ora non ci manca, ma quando sarà il momento di mobilitarsi si chiederà di partecipare in massa per dare una scossa a questo governo”.
In uno dei post i lavoratori chiedono al Mise di “localizzare la trattativa” spostandola in provincia di Firenze dove la vertenza ha luogo.
Per Agati l’esecutivo deve sostenere i lavoratori contro “le multinazionali che vengono, spremono i dipendenti e poi abbandonano tutti continuando a fare profitti”.
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