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Brusaferro: “La chiave per difenderci anche dalle varianti è il vaccino”

© Foto : ETSorgSilvio Brusaferro
Silvio Brusaferro  - Sputnik Italia, 1920, 14.07.2021
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Il presidente dell’Iss ribadisce l’importanza di immunizzarsi e di mantenere comportamenti attenti anche all’aperto. E rilancia le dosi per studenti e professori prima di settembre.
Vaccinare, vaccinare, vaccinare. È questo l’imperativo che scandisce il presidente dell’Istituto superiore di Sanità Silvio Brusaferro ogni qual volta gli viene chiesto quale sia la strategia per tenere sotto controllo il coronavirus e le sue varianti.
E lo slogan non cambia neanche dopo le riaperture e la diffusione della variante Delta, per il portavoce del Cts, che parla alla Stampa, “vaccinarci è l’obiettivo del Paese”, “la chiave per difenderci”.
Brusaferro ribadisce che serve il “ciclo completo” e “più persone si vaccinano, più abbiamo la possibilità di controllare la diffusione dei contagi e di limitare l’impatto sanitario dal punto di vista dei decessi e dei ricoveri in terapia intensiva”.
E poi servono anche i comportamenti giusti, come il distanziamento e la mascherina anche all’aperto se la situazione in cui ci si trova non consente di mantenere almeno un metro dalle persone accanto.
Attenzioni che sono venute meno in occasione dei festeggiamenti per la vittoria della nazionale italiana a Euro 2020: le conseguenze “le valuteremo nei prossimi giorni misurando l’andamento dei nuovi casi”, dice Brusaferro.
“Sappiamo che quando ci sono situazioni di assembramento se non si adottano mascherina o distanziamento la possibilità che ci sia una diffusione del virus aumenta” e questo può avvenire più rapidamente a causa della variante Delta.

Terza dose in bilico

Sulla necessità di inoculare una terza dose a coloro che hanno completato da più di sei mesi l’immunizzazione, Brusaferro spiega che è un tema “all’attenzione della comunità scientifica”.
Si procede a poco a poco, via via che “otteniamo nuovi dati, soprattutto sulla persistenza della copertura immunitaria”.
“In ogni caso l’obiettivo è fare in modo che l’immunità persista, particolarmente per le categorie più a rischio come i sanitari e le persone fragili”.

Il rientro a scuola

Consapevole dei numeri di vaccinati in vista del rientro a scuola il presidente dell’Iss non perde le speranze e auspica che due mesi servano a migliorare i dati: “Credo che sia importante che il personale scolastico e anche gli studenti dai 12 anni in su si vaccinino”.
L’immunizzazione, infatti, è necessaria ed è “la chiave di volta” per garantire la didattica in presenza che “è l’obiettivo a cui puntare”.
“Due mesi sono un tempo che consente di vaccinare anche chi non ha potuto farlo o chi forse vuole acquisire informazioni in più”.
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