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Uliano (Fim Cisl): “Domani a Campi Bisenzio. Gkn torni sui suoi passi”

© Foto : CislFerdinando Uliano, segretario nazionale Fim Cisl
Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim Cisl - Sputnik Italia, 1920, 13.07.2021
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Il segretario nazionale allo stabilimento toscano alla vigilia dell’incontro al Mise: il governo non faccia il notaio, bisogna trovare la strada per la mediazione.
Nel giro di una settimana sono già due le grandi aziende del settore automotive che con metodi “brutali” hanno messo alla porta tutti i loro dipendenti: prima la Gianetti Ruote in Brianza che dall’oggi al domani ha licenziato i suoi 152 dipendenti e nel weekend scorso la Gkn di Campi Bisenzio che via mail ha comunicato ai 422 lavoratori del suo stabilimento che la fabbrica chiude.
E proprio nella cittadina tra Firenze e Prato si recherà domani Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim Cisl, che a Sputnik Italia ribadisce che il sindacato metterà “in campo ogni iniziativa” e “lotterà con tutte le forze ed energie a disposizione” per fare in modo che la multinazionale torni sui suoi passi: “Non ci fermeremo né con il caldo né con il freddo”.
- I lavoratori della Gkn sono in presidio da giorni, domani anche lei andrà a Campi Bisenzio.
- Sì, andrò ad esprimere la solidarietà della Fim Cisl ai lavoratori e a sentire le loro sensazioni e le loro posizioni prima del tavolo convocato al Mise per giovedì. Il tema non è soltanto il metodo usato per i licenziamenti, via mail, certamente barbarico, ma dietro c’è la sostanza, che è un procedimento di licenziamento.
- Il governo ha chiamato l’azienda e ha chiesto di rispettare la legge. Cosa ne pensa?
- Ma il tema non è quello che dice il ministro Orlando, cioè che si licenzi ma rispettando la legge, per noi i licenziamenti sono da respingere. Come sindacato, insieme Cgil, Cisl e Uil, abbiamo condiviso un percorso per affrontare le situazioni di difficoltà, percorso che esclude i licenziamenti perché siamo in un contesto di pandemia e c’è bisogno di maggiore tutela per i lavoratori.
- Cosa chiedete?
La Gkn deve tornare sui suoi passi e aprire alla discussione sugli ammortizzatori sociali. Poi si aprirà la discussione sul mantenimento del sito e sul piano industriale. E ci aspettiamo che il governo faccia e chieda altrettanto, perché non bisogna ragionare sul rispetto della legge, che è fuor di dubbio, ma sullo strumento da utilizzare in questa situazione.
- Poco dopo lo sblocco dei licenziamenti ci sono già due grandi aziende che hanno fatto ricorso alla chiusura degli stabilimenti, senza ricorrere agli ammortizzatori, perché?
- Ci sono due casi, Gianetti Ruote e Gkn, entrambi nell’automotive. È un modus operandi delle multinazionali e dei fondi esteri che decidono di chiudere e vogliono sbarazzarsi del personale in 1-2 mesi senza ricorrere alla cassa integrazione: i lavoratori non sono merce da buttare per strada e pretendiamo che l’azienda si assuma la sua responsabilità sociale. Per questo chiederemo al governo di non fare il “notaio” ma di impedire che ci sia la chiusura di uno stabilimento che non è in difficoltà ma sta soltanto prevedendo di esserlo, una situazione grottesca.
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