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"Kabul non adempie agli obblighi previsti dall'accordo di Doha", afferma il portavoce dei talebani

© AP Photo / Rahmat GulMilitanti del movimento Talebani
Militanti del movimento Talebani - Sputnik Italia, 1920, 13.07.2021
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In un'intervista esclusiva a Sputnik, un portavoce dell'Ufficio politico dei talebani ha parlato della visione del movimento per il futuro governo dell'Afghanistan e di quali azioni ci si potrebbe aspettare dalla loro organizzazione.
Suhail Shaheen, membro del team di negoziazione dei talebani* e portavoce dell'ufficio politico per i media internazionali, ha riferito a Sputnik di come il movimento vede il futuro governo dell'Afghanistan, quando sarà dichiarato un cessate il fuoco.
In merito al dialogo intra-afghano, il funzionario ha confermato che i negoziati sono ancora in corso a Doha, con entrambe le parti che hanno concordato le questioni procedurali dei colloqui e le hanno approvate, ed al momento sono in corso le trattative su punti più specifici.
Tuttavia, Shaheen ha espresso rammarico per il fatto che il dialogo sia ostacolato dal mancato rispetto di alcuni punti degli accordi di Doha del febbraio 2020 da parte del governo di Kabul.

"I negoziati inter-afghani sono iniziati e sono in corso, ma gli accordi non vengono attuati, come il rilascio dei restanti prigionieri dell'Emirato islamico dell'Afghanistan, l'eliminazione dei leader talebani dalle liste delle sanzioni. L'accordo stabiliva chiaramente che entro tre mesi dall'inizio del dialogo intra-afghano tutti i prigionieri dovevano essere rilasciati e i loro nomi rimossi dalle liste. Da parte nostra, abbiamo implementato tutto e rimaniamo fedeli all'accordo", sono state le sue parole.

Come confermato, l'obiettivo dei talebani è quello di raggiungere un concordato su "un governo islamico tutto afghano", che permetterebbe di compiere "un passo significativo ed efficace verso la riconciliazione nazionale".
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Il ritiro delle forze NATO

Per quanto concerne il ritiro di quelle che vengono definite "forze di occupazione straniera", Shaheen ha fatto notare che la ripresa delle operazioni belliche ha coinciso con il termine di 14 mesi di tempo concordati all'epoca degli accordi di Doha del febbraio 2021,
"Ci siamo seduti al tavolo delle trattative e abbiamo deciso che in 14 mesi avrebbero lasciato l'Afghanistan. Abbiamo anche concordato che non li avremmo attaccati durante il ritiro", ha sottolineato.
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Sul futuro dell'Afghanistan

Il funzionario talebano ha quindi affrontato la questione relativa al futuro del Paese e alla visione che il movimento ha per la ricostruzione una volta che sarà raggiunto il cessate il fuoco definitivo:
"Una volta stabilito un governo islamico afghano, uomini, donne e bambini vivranno in un paese libero, in pace e sicurezza. Ricostruiremo il Paese. Non ci saranno interferenze straniere. Ci saranno cambiamenti positivi nella vita degli afghani con l'istituzione di un governo inclusivo dell'Islam", ha puntualizzato Shaheen, che ha indicato la lotta alla coltivazione e al traffico di sostanze stupefacenti come uno dei punti focali della nuova politica del venturo governo islamico.
In conclusione, il portavoce dei talebani ha puntualizzato che il nuovo governo dovrà avere come priorità quella di stabilire "un programma a breve e lungo termine per ricostruire l'Afghanistan e le sue infrastrutture" che permetta al Paese di ripartire.
*I talebani sono un gruppo terroristico, bandito in Russia ed in altri Paesi
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