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Firenze: licenziamento collettivo per i dipendenti di Conte of Florence dopo cessazione attività

Conte of Florence, azienda di abbigliamento fondata a Firenze
Conte of Florence, azienda di abbigliamento fondata a Firenze - Sputnik Italia, 1920, 13.07.2021
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La storica azienda d'abbigliamento fondata a Firenze cessa l'attività e dopo essere stata dichiarata fallita nel giugno 2018 iniziano i procedimenti di licenziamento collettivo dei dipendenti di Conte of Florence.
La storica Conte of Florence ha dichiarato il fallimento nel giugno del 2018 con un buco di 21 milioni di euro ed ora il rischio concreto è quello dei licenziamenti.
Negli ultimi anni l'azienda, con sede ad Altopascio, ha tirato avanti grazie a proroghe e ammortizzatori sociali, ma ora dopo un anno come quello della pandemia si è ritrovata a dover procedere con la cessazione dell'attività. Questo tuttavia significa il licenziamento per i dipendenti di questa azienda.

Filctem Cgil: ritardati i tempi per trovare una soluzione per i lavoratori

In riguardo alla decisione di Conte of Florence, la Filctem Cgil esprime un profondo disappunto per quanto riguarda la gestione della fase finale del fallimento dell'azienda, affermando che il marchio Made in Italy di Conte of Florence ha coperto fino alla fine del mese di giugno i 50 lavoratori rimasti ancora in forza; 20 riferibili allo stabilimento e 30 ai punti vendita sparsi sul territorio nazionale.
"Nonostante le nostre raccomandazioni con la curatela perché facesse le dovute e preventive verifiche circa la concreta possibilità di fruire di un’eventuale cassa straordinaria per cessazione, le nostre fondate preoccupazioni non sono state ascoltate e dal primo di luglio i lavoratori si ritrovano senza un ammortizzatore sociale" ha dichiarato Cgil.
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L'apparato operante nella procedura si è quindi resto conto tardi di non avere i requisiti per effettuare l'operazione ed ha ritirato la procedura di richiesta, avviando una procedura di licenziamento collettivo dei dipendenti che al massimo garantirà la Naspi. Situazione che è stata confermata anche dal curatore fallimentare Riccardo Della Santina.
Quest'ultimo ha tuttavia chiarito che si trattava dell'unica soluzione possibile viste le condizioni dell'azienda che possiede ad oggi 4 punti vendita e negli ultimi anni ha usato tutti gli ammortizzatori sociali possibili.

Almeno 35 gli esuberi

Rimane impossibile per l'azienda reimpiegare tutti i dipendenti attualmente in cassa integrazione. Tra il settore industriale e quello commerciale si tratterebbe di 35 esuberi.
"Fra una settimana, dieci giorni verremo quasi tutti licenziati mentre una parte dell’azienda andrà avanti con questi 4 negozi ancora aperti, che serviranno per vendere il prodotto e per provare a rendere il marchio quanto più possibile appetibile" spiega un dipendente.
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