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Sileri: “La variante Delta diventerà prevalente ma niente mascherina all’aperto”

© AP Photo / Andrew MedichiniPierpaolo Sileri
Pierpaolo Sileri - Sputnik Italia, 1920, 12.07.2021
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Il sottosegretario alla Salute difende la decisione di togliere l’obbligo e conferma che gli assembramenti della movida e per Euro 2020 hanno contribuito alla diffusione.
La variante Delta del coronavirus “entro dieci giorni” diventerà “prevalente” in Italia e parte della sua rapida diffusione è legata agli assembramenti della movida dopo le riaperture e a quelli legati agli Europei 2020, vinti dall’Italia.
“Il fatto che l’Italia sia arrivata in fondo ne ha accelerato la diffusione nel nostro Paese”, ha detto il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri a La Stampa.
Sileri, nell'intervista al quotidiano torinese, ha aggiunto che “non c’è bisogno di ripristinare l’obbligo di mascherina all’aperto, ma vanno rafforzati i controlli in caso di assembramenti” e vanno effettuate sanzioni se non si rispettano le regole.

Evoluzione simili al Regno Unito

Sileri ha evidenziato che in Italia, quindi, ci sarà un andamento dei contagi “simile a quella che abbiamo visto in Gran Bretagna”.
Questo significa che “entro fine mese i contagi saranno 3 o 4 volte quelli attuali e durante l’estate continueranno a crescere”.
Un aumento esponenziale che andrà di pari passo, e questa è la notizia confortante, con l’aumento dei vaccinati con doppia dose “a settembre saremo intorno al 70-75% di immunizzati”.
Questo consentirà di poter valutare le situazioni delle infezioni più razionalmente e decidere eventuali zone rosse facendo “riferimento al numero di ricoveri, più che a quello dei contagi”.
Per Sileri, infine, “grazie alle vaccinazioni in autunno non succederà quello che è avvenuto un anno fa”.

Scuola e contagi

Il sottosegretario alla Salute è passato poi a trattare un tema spinoso, la movida, le discoteche e i giovani.
Per Sileri si possono riaprire le discoteche a patto che ci siano “regole ferree, compreso l’obbligo di tampone per poter entrare. In questo modo si dà un motivo in più ai ragazzi per sottoporsi al test e si aumenta la diagnostica sul territorio”.
Parlando di giovani si guarda automaticamente anche alla ripresa della scuola.
Se la percentuale di vaccinati sopra i 12 anni resterà così bassa “non potrà essere garantita una ripresa al 100% delle lezioni in presenza, almeno nelle prime settimane”.
Per Sileri un punto importante sarà “la campagna diagnostica nelle scuole, con tutti i mezzi disponibili”.
Altra nota da tenere sotto controllo sono i docenti non vaccinati, il 15% del totale e distribuito solo in alcune Regioni, più di 60 mila solo in Sicilia, ha sottolineato Sileri, spiegando che non serve l’obbligo ma “la moral suasion: far capire al personale scolastico che deve vaccinarsi innanzitutto per tutelarsi, perché lavoreranno in un contesto a rischio”.
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