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Release G20: la proposta per lo sviluppo dell’Africa

© AP Photo / Themba HadebeЧеловек смотрит закат в Йоханнесбурге
Человек смотрит закат в Йоханнесбурге - Sputnik Italia, 1920, 12.07.2021
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Nelle conferenze internazionali dei Paesi cosiddetti avanzati lo sviluppo e il futuro dell’Africa sono sempre menzionati. Di solito con un atteggiamento paternalistico che tende a manifestarsi, a volte, in forme di aiuti caritatevoli. Spesso ci si ferma a mere parole vuote di convenienza.
Si è visto anche rispetto alla pandemia: nessuna sospensione dei brevetti dei vaccini che permetterebbe la loro produzione anche in loco e tante promesse di “regalare” centinaia di milioni di dosi in modi e tempi troppo incerti.
Eppure, tutti sanno che le economie dei Paesi africani, in particolare quelli della regione sub sahariana, sono state colpite duramente. Non si erano ancora riprese dagli effetti della Grande Crisi del 2008-9, che hanno subito per colpe e atteggiamenti irresponsabili di altri.
Inoltre, nei prossimi tre anni il debito pubblico dei Paesi africani supererà i 950 milioni di dollari.
In questa situazione povera di idee e di interventi concreti, vi è, per fortuna, una iniziativa nuova e lungimirante, la proposta del cosiddetto “Release G20”. Fatta da un gruppo di ong italiane impegnate nella cooperazione internazionale, coordinate dall’organizzazione LINK2007 con sede a Milano, essa propone la ristrutturazione e quindi la riconversione di parte del debito in investimenti in valuta locale finalizzati agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
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Nello specifico, “Release G20” propone una conversione flessibile, totale o parziale, del debito sovrano, da parte di uno stato africano debitore in un Fondo di contropartita in valuta locale. Tale proposta garantirebbe un alleggerimento del peso del debito per gli Stati in questione e nello stesso tempo favorirebbe il progresso delle comunità tramite l’avvio di investimenti produttivi di medio-lungo termine. Il Fondo sarebbe gestito dal governo del singolo Stato, il quale, in assenza di pressioni fiscali dovute al debito, potrebbe promuovere la realizzazione di progetti di sviluppo.
Al fine di garantire il rispetto dei principi di trasparenza, efficacia e accountability, “Release G20” prevede l’utilizzo di efficaci meccanismi di monitoraggio, la definizione di meccanismi di supervisione da parte del Ministero delle finanze dello Stato interessato, il coinvolgimento degli altri ministeri competenti e delle organizzazioni della società civile. Questo insieme di strumenti e procedure servirebbe a rafforzare le capacità amministrative e operative degli Stati africani nell’utilizzo dei Fondi.
La proposta è stata fatta pervenire al G20 a presidenza italiana. Pochi giorni prima della Conferenza ministeriale “Sviluppo” del G20 tenutasi a Matera il 29 giugno, essa è stata presentata in un incontro online, promosso dalla rete di ong LINK2007 in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI).
Durante l’evento, che ha visto la partecipazione di numerosi ambasciatori dei Paesi africani, il vice ministro Marina Sereni ha spiegato che "ridurre il debito dei Paesi più poveri è una sfida cui l’Italia non si sottrae, soprattutto ora che, con la crisi di Covid-19, diventa sempre più difficile, in particolare in Africa, perseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Onu". L’on. Sereni ha ricordato che il G20 ha prorogato la sospensione temporanea dei pagamenti del debito per 76 Paesi in via di sviluppo o a basso reddito fino al 31 dicembre 2021 e che "i ministri delle finanze del G20 stanno lavorando a strategie di finanziamento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, accogliendo così le proposte che emergono, come nel caso di quest’incontro, dalle organizzazioni della società civile".
Women carry food supplement received from World Food Programme (WFP) at the Banki IDP camp, in Borno, Nigeria April 26, 2017 - Sputnik Italia, 1920, 05.05.2021
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Anche il consigliere diplomatico Luigi Mattiolo, sherpa G20 del presidente del consiglio Mario Draghi, ha tenuto a confermare che l’obiettivo dell’alleggerimento del debito è oggetto di particolare attenzione anche da parte della Presidenza del consiglio dei ministri.
Importante è stato l’intervento di Ibrahim Assane Mayaki, responsabile di “NEPAD”, l’agenzia per lo sviluppo dell’Unione Africana, secondo il quale: "la ristrutturazione del debito può aiutare l’Africa a andare avanti a perseguire l’Agenda degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu in tutti i settori chiave. Il continente perde circa 90 miliardi di dollari all’anno a causa di flussi finanziari illeciti. Per questa ragione, “Release G20” è fondamentale: oggi più che mai gli obiettivi di sviluppo sostenibile sono importanti da raggiungere".
Secondo “Release G20”, la trasformazione del debito sovrano in investimenti per la ripresa post Covid-19 sarebbe auspicabile non solo in una prospettiva politica di rafforzamento della collaborazione tra gli Stati ma consentirebbe anche di qualificare la cooperazione internazionale con l’avvio di una effettiva programmazione di nuovi investimenti orientati dai principi della equità e della sostenibilità. Ciò richiederà, secondo il presidente del gruppo di lavoro Sviluppo della presidenza italiana del G20, Marco Ricci, la volontà di operare secondo “una visione comune” ma anche la revisione degli attuali piani di sviluppo da parte dei Paesi prestatori.
In un più recente incontro online organizzato dal centro di studi economici e sociali di Roma, Eurispes, Roberto Ridolfi, presidente di LINK2007, ha suggerito che l’iniziativa “Release G20” sia fatta propria e sostenuta con forza dai gruppo del Paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa). Una proposta più che condivisibile per stimolare i lavori del G20. Sarebbe anche una risposta efficace ai molti che parlano di un BRICS incapace e inconcludente.
L'opinione dell'autore potrebbe non coincidere con la posizione della redazione.
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