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Il sindaco di Miami chiede di invadere Cuba per ‘proteggere’ la popolazione

Cuba - Sputnik Italia, 1920, 12.07.2021
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Migliaia di cittadini di Cuba, sotto un embargo statunitense che dura da quasi 60 anni e che sta aggravando la situazione economica e quella sanitaria legate alla pandemia, sono scesi in piazza domenica per protestare contro il governo. L’occasione è stata colta al volo dal sindaco di Miami.
Dopo che sui social sono emerse video che mostrano migliaia di cubani scesi in strada per protestare contro le cattive condizioni economiche e la gestione del governo della pandemia di COVID-19, il sindaco di Miami Francis Suarez ha chiesto un intervento internazionale guidato dagli Stati Uniti "per proteggere il popolo cubano da un bagno di sangue".
Suarez ha partecipato a una manifestazione nella ‘Little Havana’ di Miami, dove in centinaia si erano radunati fuori dal ristorante cubano Versailles.
"I cubani sono degni e pronti a governarsi senza tirannia. Può finire oggi e deve finire oggi. Le implicazioni di questo momento possono significare libertà per milioni di persone nell'emisfero, da nicaraguensi e venezuelani a molti altri ancora", ha detto il sindaco in una conferenza stampa.
Tre rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti, cioè Mario Diaz-Balart, Carlos A. Gimenez, e Maria Elvira Salazar, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in solidarietà con le proteste a Cuba.
"Ora più che mai, gli Stati Uniti e la comunità internazionale devono sostenere il popolo cubano nella sua lotta per la libertà", hanno scritto nella loro dichiarazione.
In mezzo a una recrudescenza di casi di coronavirus associati all'arrivo della variante Delta del virus, con le autorità sanitarie che hanno riportato un record di 6.923 casi e 47 decessi domenica, l’isola sta soffrendo sia a livello sanitario che economico per le conseguenze paralizzanti delle sanzioni statunitensi imposte dall'amministrazione dell'ex presidente Donald Trump.
​Il leader cubano Diaz Canel si è rivolto domenica ai cittadini in un discorso televisivo per denunciare quella che ha definito una "campagna diffamatoria" scatenata dagli Stati Uniti, esortando i cubani a mantenere la calma e contrastare le “azioni provocatorie legate all’impero americano”.
Gli Stati Uniti impongono serie restrizioni commerciali a Cuba dalla fine degli anni '50 in risposta alla rivoluzione comunista. L'ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva compiuto alcuni piccoli passi in direzione distensiva ma il successore Trump è tornato su posizioni intransigenti.
Il nuovo presidente Joe Biden, che aveva promesso di continuare la politica di Obama, poi nei fatti non ha proposto progressi.
Il 23 giugno, gli Stati Uniti hanno anche votato contro una risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, adottata dalla stragrande maggioranza di 184 altre nazioni, che condanna l'embargo su Cuba, soprattutto in questo delicato momento di pandemia nel quale piuttosto servirebbero aiuti.
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