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Il leader cubano invita i sostenitori a scendere in piazza per contrastare le provocazioni – Video

CC BY 2.0 / dariorug / CUBA flagLa bandiera cubana
La bandiera cubana - Sputnik Italia, 1920, 12.07.2021
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Il presidente cubano Miguel Diaz-Canel ha invitato i cittadini a scendere in piazza domenica, dopo aver accusato i nemici della Rivoluzione di cercare di destabilizzare la nazione caraibica con proteste orchestrate da regia esterna.
"Non lasceremo che mercenari antirivoluzionari, legati all'impero americano, creino instabilità. Ci sarà una risposta rivoluzionaria", ha detto in un discorso televisivo alla nazione.
"Chiediamo a tutti i comunisti di scendere nelle strade dove vengono organizzate queste provocazioni e di opporsi ad esse", ha detto, riferendosi alle proteste che secondo quanto riferito si stanno svolgendo in diverse città.
I cittadini sono scesi in piazza domenica in tutto il paese per opporsi alle cattive condizioni economiche e alla gestione da parte del governo della pandemia di COVID-19 che è andata ad aggravare una situazione già resa precaria dai sessant’anni di embargo da parte degli Stati Uniti.
Secondo i resoconti dei media locali sono state segnalate le manifestazioni in otto città dell'isola, compresa l'Avana, anche se non sono stati segnalati incidenti di rilievo.

Posizione degli Stati Uniti

Nel frattempo, i politici statunitensi si sono rivolti a Twitter per sostenere le proteste di massa nella nazione insulare, chiedendo al governo americano di sostenere i cubani contro la "dittatura comunista".
Gli Stati Uniti hanno imposto restrizioni commerciali a Cuba alla fine degli anni '50 in risposta alla rivoluzione comunista. L'ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva fatto piccoli passi avanti verso la normalizzazione delle relazioni con il vicino insulare ma l'amministrazione Trump ne ha poi fatti di indietro per tornare al punto di partenza.
Il presidente degli Stati Uniti attuale, Joe Biden, aveva promesso a sua volta di continuare le politiche di Obama, ma finora non sono stati fatti passi concreti significativi in quella direzione. Dato il sostegno generale dei disordini in corso e il rifiuto da sempre di qualsiasi possibilità per un governo socialista nel suo cortile, è altamente improbabile che l'attuale amministrazione tenti di normalizzare le relazioni.
A tale proposito lapidario è stato il commento via Twitter del rappresentante del Governo cubano Carlos de Cossio:

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e i suoi funzionari, coinvolti fino al collo nella promozione dell'instabilità sociale e politica a Cuba, dovrebbero evitare di esprimere preoccupazioni ipocrite per una situazione su cui hanno scommesso. Cuba è e continuerà ad essere un paese pacifico, contrariamente agli USA

Posizione della Russia

Il ministero degli Esteri russo la settimana scorsa ha condannato le politiche statunitensi di violazione dei diritti umani all'estero sintetizzate nelle dure sanzioni economiche contro gli stati che Washington ritiene "non liberi", prendendo come esempio più eclatante proprio la condizione imposta a Cuba nonostante le numerose risoluzioni dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Posizione Nazioni Unite

Il 23 giugno gli Stati Uniti hanno votato contro una risoluzione dell'Assemblea generale ONU adottata dalla stragrande maggioranza di 184 altre nazioni che condanna l'embargo su Cuba. Nonostante l’aggravarsi della situazione pandemica e la pressione sul sistema sanitario dell’isola, l’embargo persiste e anzi aumenta il sostegno esterno alle proteste interne.
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