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Ddl Zan, Scalfarotto: “Al Senato da domani sarà il Vietnam. La legge è a rischio”

© AP Photo / Esteban FelixBandiera Lgbt
Bandiera Lgbt - Sputnik Italia, 1920, 12.07.2021
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Il senatore di Italia Viva tenta un ultimo appello al Pd per raggiungere una mediazione che eviti il voto segreto e la bocciatura del testo.
L’ostruzionismo della Lega, il possibile voto segreto con i franchi tiratori, la perdita di compattezza nel Movimento 5 Stelle e in parte anche nel Pd e il muro contro muro. La vigilia del voto in Senato sul ddl Zan, si presenta per niente semplice.
“Da domani sarà il Vietnam, la Lega farà ostruzionismo, ci saranno molti voti segreti. M5s sta vivendo la fase che sappiamo, ci sono dubbi nel Pd… chi può garantire che ci sarà la compattezza che serve”.
Si esprime così Ivan Scalfarotto sulla versione cartacea de La Stampa dopo che sulla sua possibile mediazione non è stata raggiunta l’intesa nella maggioranza e il Pd è voluto andare al voto in Aula senza perdere altro tempo.
“Il regolamento offre strumenti ficcanti a chi si oppone. Non credo che riusciremo a fare i primi voti prestissimo, le destre si iscriveranno in massa a parlare, presenteranno pregiudiziali di costituzionalità… Come è noto anche i governi con maggioranze molto ampie ricorrono spesso al voto di fiducia, di fronte al Vietnam parlamentare”.
Italia viva, ribadisce Scalfarotto, sta “cercando di trovare un accordo che permetta di approvare il provvedimento. Il rischio in questo momento è che il testo Zan non diventi mai legge”.

Pd, Lega e le modifiche

Il conto dei voti, secondo Scalfarotto, non è sicuro neanche se Iv vota in massa e compatta per il ddl Zan a differenza di quello che dice il segretario Pd Enrico Letta.
E il problema sta nella posizione irremovibile dei Dem sulle proposte di modifica avanzate.
“Noi abbiamo fatto una proposta, modificare il testo Zan con una formula che era in un testo che avevo firmato io, un ddl che aveva firmato anche Zan, la Pollastrini, la Serracchiani, Orfini…”, dice Scalfarotto.
“Per noi la soluzione può essere spostare l’attenzione dalle caratteristiche delle vittime - l’orientamento sessuale e l’identità di genere - al movente del reato, cioè punire i reati fondati su omofobia e transfobia”, tutelando tuta “la comunità Lgbt” e evitando l’ostruzionismo della destra. Per il senatore se il Pd e il M5S accettassero la sua soluzione, la Lega non potrebbe bluffare e dovrebbe votare senza chiedere modifiche o la segretezza.
Rinunciare a una mediazione per vincere su una posizione, per mettere una bandierina, “diventa un calcolo politico un po’ cinico” che “viene fatto sulle vittime di atti di violenza e discriminazione”.
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