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Pianeti canaglia che risiedono vicino al centro della nostra galassia? La scoperta

© REUTERS / NASAL'osservatorio orbitale Kepler
L'osservatorio orbitale Kepler - Sputnik Italia, 1920, 11.07.2021
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I dati utilizzati dagli scienziati durante il loro studio, sono stati ottenuti tramite il telescopio spaziale Kepler nel 2016.
Una popolazione di cosiddetti pianeti canaglia – cioè pianeti che non orbitano intorno a una stella – è stata scoperta nelle profondità dello spazio, riporta SciTechDaily.
Il team dietro il nuovo studio, guidato da Iain McDonald dell'Università di Manchester, ha utilizzato i dati forniti dal telescopio spaziale Kepler della NASA nel 2016, ed ha monitorato "ogni 30 minuti un campo affollato da milioni di stelle vicino al centro della nostra Galassia per trovare rari eventi di microlensing gravitazionale".
I ricercatori hanno identificato una serie di eventi di microlensing di breve durata, quattro dei quali sono "nuove scoperte che sono coerenti con pianeti di massa simile a quella della Terra", come dice il magazine online.
Questi nuovi eventi apparentemente non hanno mostrato un segnale di accompagnamento che potrebbe indicare la presenza di una stella ospite, il che potrebbe suggerire che si tratta di pianeti canaglia, forse espulsi dal sistema stellare in cui si sono originariamente formati.
“Questi segnali sono estremamente difficili da trovare. Le nostre osservazioni hanno puntato un telescopio anziano e malandato con la vista offuscata in una delle parti più densamente affollate del cielo, dove ci sono già migliaia di stelle luminose che variano in luminosità, e migliaia di asteroidi che sfiorano il nostro campo”, ha detto McDonald. "Da questa cacofonia, cerchiamo di estrarre minuscole luminosità caratteristiche causate da pianeti, e abbiamo solo una possibilità di vedere un segnale prima che sparisca. È facile come cercare il singolo ‘battito d'occhio’ di una lucciola nel mezzo di un'autostrada, usando solo un telefono portatile".
Il co-autore dello studio Eamonn Kerins, anche lui dell'Università di Manchester, ha aggiunto che il telescopio spaziale Kepler essenzialmente "ha fatto ciò che non è mai stato progettato per fare, ovvero fornire ulteriori prove provvisorie dell'esistenza di una popolazione di pianeti fluttuanti di massa terrestre".
"Ora passa il testimone ad altre missioni che saranno progettate per trovare tali segnali, segnali così sfuggenti che Einstein stesso pensava che fosse improbabile osservarli", ha detto. "Sono molto eccitato dal fatto che la prossima missione ESA Euclid potrebbe aggiungersi a questo sforzo dell’attività scientifica".
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