Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Pentagono denuncia rischio di guerra nucleare per espansione arsenale degli altri, non proprio

© AFP 2021 / STAFF Il Pentagono, Washington, DC
Il Pentagono, Washington, DC - Sputnik Italia, 1920, 11.07.2021
Seguici su
Un manuale del Pentagono recentemente divulgato, avverte di un “accresciuto potenziale di conflitto nucleare” derivante dalla crescita degli arsenali e dalla constante sofisticazione e miglioramento dei sistemi di lancio delle testate da parte dei propri avversari. Lo stesso pericolo non deriverebbe dall’accrescimento del proprio arsenale.
Il documento, intitolato "Pubblicazione congiunta 3-72, operazioni nucleari congiunte", era stato presentato nell'aprile 2020 dai capi di stato maggiore congiunti ma solo questa settimana pubblicato integralmente dalla Federazione degli scienziati americani sulla base della legge sulla libertà di informazione (FOIA - Freedom of Information Act).
Qui si legge che la fonte principale del pericolo deriverebbe dalla modernizzazione degli arsenali nucleari da parte di Russia e Cina e gli sforzi della Corea del Nord per creare sistemi di lancio di missili in grado di colpire gli Stati Uniti continentali. L'Iran, secondo il rapporto, potrebbe costruire un'atomica entro un anno, se davvero lo desiderasse.
Il manuale afferma anche, ma in modo evidentemente ipocrita dato che proprio gli Stati Uniti hanno abbandonato gli accordi di non proliferazione, che mentre Washington avrebbe cercato di negoziare riduzioni delle scorte nucleari dal 2010, "nessun potenziale avversario ha ridotto né il ruolo delle armi nucleari nella sua strategia di sicurezza nazionale né il numero di armi nucleari che dispone".
“Piuttosto, si sono mossi decisamente nella direzione opposta”, suggerisce il manuale, concludendo che “di conseguenza, c'è un aumento del potenziale per conflitti regionali che possano coinvolgere avversari armati di arsenali nucleari in diverse parti del mondo e vi è il potenziale per un'escalation nucleare”.

Ma chi ha iniziato?

In realtà, come noto, sono stati proprio gli Stati Uniti, e in particolare l'amministrazione Trump, ad essersi tirati fuori dai principali trattati nucleari ed aver finanziato l'espansione del proprio arsenale nucleare e del potenziale dei lanciatori a livelli ben oltre quelli dei potenziali avversari. Washington si è ritirata dal Trattato sui missili anti-balistici nel 2002, ha annullato il Trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio nel 2019 e ha minacciato di far scadere anche l'accordo sul Nuovo Trattato di riduzione delle armi strategiche (Nuovo START) con la Russia alla fine del 2020 prima che l'amministrazione Biden decidesse di prolungarlo per altri cinque anni.
Allo stesso tempo, è stata anche la parte statunitense, piuttosto che gli avversari sopra menzionati, che si è mossa per ampliare l'elenco delle circostanze di ingaggio in cui le armi nucleari possono teoricamente essere impiegate, con una Nuclear Posture Review del 2018 che chiede finanziamenti per la creazione di una nuova testata nucleare a piccolo rendimento per un potenziale utilizzo anche contro avversari armati convenzionalmente.
Piuttosto che concentrarsi sull’enorme budget degli Stati Uniti per l'aggiornamento nucleare, il documento si concentra sulla spesa per la modernizzazione nucleare da parte degli avversari, incluso il programma considerevolmente più modesto, solo 28 miliardi di dollari, di Mosca, e sottolinea i pericoli che si dice siano posti dalle nuove testate nucleari e dai lanciatori russi, tra cui un veicolo planante ipersonico, un missile da crociera a propulsione nucleare e un siluro autonomo sottomarino anch’esso a propulsione nucleare.
La Cina per altro, afferma lo stesso rapporto, ha creato una nuova versione strategica multi-testata mobile su strada del suo missile nucleare DF-5, mentre la sua ultima generazione di sottomarini missilistici balistici è stata armata con nuove armi nucleari. Il Paese continua anche a lavorare su di un nuovo bombardiere strategico con capacità nucleare per dare maggiori capacità alla triade nucleare di Pechino.
Investimenti sostanziosi, certamente, ma nulla in confronto agli 1,7 trilioni di dollari messi sul banco da Washington, che tuttavia vede il pericolo solo nella crescita degli arsenali nucleari altrui.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала