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Allerta attentati dopo le minacce Isis all'Italia: ecco dove possono colpirci

© REUTERS / Stringer/File PhotoMilitanti dell'ISIS a Mosul
Militanti dell'ISIS a Mosul - Sputnik Italia, 1920, 11.07.2021
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Gli 007 stanno esaminando il proclama dell'Isis* in cui si fa riferimento a Roma e al ministro degli Esteri italiano. Allerta per i nostri militari in Africa e per il rischio attentati da parte dei "lupi solitari".
Il riferimento alle dichiarazioni del ministro degli Esteri sul contrasto al terrorismo nel Nord Africa e nel Sahel, Roma citata per ben dodici volte e presentata come terra di conquista, la minaccia ai “crociati”, da colpire fin “nelle loro case”.
Dopo l’ondata di solidarietà bipartisan al ministro Di Maio, finito al centro dell’ultimo proclama dello Stato Islamico dopo aver ospitato a Roma, lo scorso giugno, la riunione ministeriale plenaria della coalizione internazionale anti-Isis, gli 007 italiani stanno passando al setaccio il documento pubblicato giovedì scorso dai vertici dell’organizzazione jihadista sulla rivista online al-Naba.
Per ora non ci sarebbero minacce concrete, ma l’allerta della nostra intelligence è alta. Nella dichiarazione, di fatto, Roma e l’Italia vengono presentati come un obiettivo prioritario della jihad islamica. E questo pone un duplice problema sul fronte del rischio attentati.
Militanti del Daesh - Sputnik Italia, 1920, 10.07.2021
L'Isis torna a minacciare Roma: "Ci prepariamo da tempo, la prenderemo"
Il primo riguarda la sicurezza in casa nostra, dove i “lupi solitari”, e cioè gli estremisti che si radicalizzano online, più difficili per questo da individuare e controllare, potrebbero trovare nelle ripetute minacce al nostro Paese, una spinta a passare all’azione.
Sono gli stessi soggetti che hanno colpito negli ultimi mesi in Austria, in Germania o in Francia. Era un “lupo solitario” anche il 21enne tunisino che ha fatto scorrere il sangue di tre innocenti nella cattedrale di Notre Dame a Nizza, neppure un anno fa.
Gli arresti di questi giorni testimoniano come anche il nostro Paese non sia immune da rischi, né dalla propaganda. L’8 luglio, come riporta l’agenzia Nova, un latitante marocchino 29enne, considerato dal governo di Rabat un dirigente dello Stato Islamico in Iraq e Siria, è stato arrestato a Salerno.
Auto della polizia di stato - Sputnik Italia, 1920, 11.07.2021
Arrestato combattente jihadista a Salerno
Era un lupo solitario “pronto al martirio”, invece, l’aspirante jihadista tunisino arrestato a Terracina dopo essere scappato da un centro psichiatrico. Ma la propaganda islamista corre anche nelle carceri.
È del maggio scorso l’arresto di un sedicente imam marocchino che spingeva i compagni di cella ad armarsi, una volta riacquistata la libertà, per colpire le autorità italiane e il Vaticano. L’uomo era arrivato a minacciare concretamente anche il giudice che lo aveva messo dentro per droga e la giornalista ed ex parlamentare Souad Sbai.
Ora che i vertici jihadisti chiedono di colpirci casa per casa queste minacce appaiono ancora più inquietanti.
Ma quello interno non è l’unico fronte su cui si concentra l’azione di contrasto della nostra intelligence. Secondo quanto si legge su Repubblica anche l’impegno dei militari italiani a fianco della Francia nel contrasto ai gruppi jihadisti attivi nel deserto tra Niger, Mali e Burkina Faso, ci espone al rischio di attentati.
La preoccupazione è che i militari italiani che partecipano alla task force Takuba in un territorio, quello della fascia saheliana, dove si moltiplicano le incursioni dei miliziani islamisti, possano essere presi di mira dai gruppi armati che operano nell’area.
Luigi Di Maio, Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Sputnik Italia, 1920, 10.07.2021
Solidarietà di Draghi a Di Maio per le minacce Isis: Italia impegnata nel contrasto al terrorismo
* Isis - Organizzazione terroristica bandita in Russia
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