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Scuola, Giannelli (ANP): DAD inevitabile con il distanziamento

© Sputnik . Evgeny UtkinPriorità alla scuola in presenza
Priorità alla scuola in presenza - Sputnik Italia, 1920, 10.07.2021
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A due mesi dallo start non si sa ancora che scuola avrà il Paese. Se da una parte il ministro dell’istruzione assicura che si lavora per un ritorno scolastico in presenza, d’altro canto il CTS avvisa che si ricomincia con le stesse norme dell’anno scorso: quindi mascherina e distanziamento. La DAD sembra un’ipotesi da non escludere.
I ragazzi potranno tornare a scuola in presenza come ai tempi pre-Covid? Purtroppo al giorno d’oggi non si hanno ancora informazioni certe, ma il Comitato Tecnico Scientifico parla chiaro: dovranno essere utilizzate le stesse regole dell’anno passato.
Mentre la copertura vaccinale dei docenti non è ancora stata completata, si discute anche sul vaccino per gli studenti con l’obiettivo di ricominciare in piena sicurezza, ma al momento non esiste l’obbligo vaccinale. Mancano due mesi alla ripartenza e l’ombra della DAD incombe sulla scuola. Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista in merito Antonello Giannelli, il presidente dell’Associazione nazionale presidi.
— Antonello Giannelli, che scuola attende l’Italia quest’anno? Ci sono delle informazioni in merito?
È di pochi giorni fa il parere del CTS secondo cui si dovrà ricominciare con le mascherine e con il distanziamento oltre che con il rispetto delle misure di sicurezza e di igiene. Se è così, io penso che il ricorso alla DAD sia inevitabile, perché se bisogna rispettare il distanziamento da un lato sui mezzi di trasporto non si riesce a trasportare tutti gli alunni contemporaneamente, dall’altro molte aule delle nostre scuole non sono in grado di ospitare tutti gli alunni distanziati.
— Che cosa si potrebbe fare per evitare la DAD?
Bisognerebbe capire dai medici e dalle autorità sanitarie se vaccinando gli studenti e completando la vaccinazione del personale si può fare a meno del distanziamento. Se così fosse allora si potrebbe riprendere tutti in presenza senza particolari problemi, ce lo devono dire però le autorità sanitarie.
— A tutt’oggi l’obbligo vaccinale non c’è. Secondo lei per tornare quindi in piena sicurezza una soluzione sarebbe vaccinare gli alunni?
Sì, da quello che sto sentendo tutti i medici sono concordi nel dire che è meglio vaccinare gli studenti, anche perché meno il virus circola meno c’è la possibilità di nuove varianti. Per mutare il virus ha bisogno di diffondersi fra le persone. Se noi riduciamo la platea grazie alla vaccinazione allora è meno probabile che si creino varianti pericolose.
— La campagna vaccinale sta andando a buoni ritmi. Se si dovesse completare sarebbe ora di togliere anche le mascherine a scuola, che ne dice?
Certo, però questo dovrebbero dirlo i medici. Io auspico che si possa stare senza la mascherina, devono autorizzarlo però le autorità sanitarie.
— Un altro anno di didattica a distanza è sostenibile secondo lei da parte delle famiglie, degli insegnanti e dei ragazzi?
La didattica a distanza non è una scelta, è un obbligo. Se non si può andare in presenza tutti c’è poco da fare, dobbiamo utilizzare la DAD. L’alternativa è stare a casa senza fare nulla, che non mi sembra praticabile.
— Che cosa chiedete al governo?
Di procedere alla massima velocità con il piano vaccinale nei confronti del personale scolastico e degli studenti. Da settimane abbiamo chiesto che il ministero indichi un programma da seguire in modo da organizzarci per tempo. Due mesi prima ci riusciamo, se alla fine di agosto sappiamo che vanno preparate altre cose magari non riusciamo a fare tutto.
Vorrei sottolineare: non penso che i docenti non vaccinati l’abbiano fatto per scelta, non si sono vaccinati perché si sono spaventati dal vaccino AstraZeneca. Poiché è stata eliminata la corsia preferenziale per la scuola, sono rimasti nel dimenticatoio. Ora il generale Figliuolo ha detto che bisogna dare precedenza alla scuola e che è possibile scegliere altri vaccini, sono sicuro: quel numero si ridurrà moltissimo.
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