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Saman, ora spunta un'altra pista, il fidanzato: "Ecco dove la tengono segregata"

© Sputnik . Fabio CarboneFurgone dei carabinieri
Furgone dei carabinieri - Sputnik Italia, 1920, 10.07.2021
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Il fidanzato di Saman Abbas, Ajub Saquib, è convinto che il corpo della ragazza non si trovi perché la giovane è viva: "Lo zio la tiene segregata, forse in Francia o in Spagna".
Da oltre due mesi di Saman, la 18enne di origine pakistana in lotta con la famiglia che voleva costringerla a sposarsi contro la sua volontà, non ci sono più tracce. La giovane è sparita nel nulla da Novellara, cittadina in cui viveva in provincia di Reggio Emilia.
Si indaga per omicidio, sulla base delle testimonianze del fratello della ragazza, che ha accusato lo zio Danish Hasnain, latitante, di aver ucciso la giovane. Oltre a lui, nel registro degli indagati sono stati iscritti i nomi dei genitori di Saman, fuggiti in Pakistan, e di due cugini, uno fuggitivo e un altro rinchiuso in carcere a Reggio Emilia dopo essere stato fermato mentre cercava di andare in Spagna.
In questi giorni, però, il fidanzato della ragazza, Ajub Saquib, ha detto prima alla trasmissione di Rai 3 Chi l’ha visto e poi in un’intervista al Quotidiano Nazionale, di essere convinto che Saman sia ancora viva.
“Non penso che sia morta. Me lo dice il cuore e me lo dice la testa. Secondo me è viva, tenuta segregata da qualche parte dallo zio Danish e dal cugino Nomanhullaq. Che, non a caso, sono irreperibili esattamente come i genitori di Saman", ha detto il 21enne pakistano.
Il ragazzo confida al giornalista di non fidarsi del fratello di Saman, che accusa lo zio Danish di aver ucciso la sorella: “Prima ha detto che era andata via poi che era stata uccisa”. “Secondo me – aggiunge - il suo è un depistaggio per nascondere il fatto che lei è stata sequestrata”.
“Non è fuggito con i genitori per sviare le indagini”, accusa Ajub, secondo il quale sarebbero proprio lo zio Danish Hasnain e il cugino Nomanhulaq a tenerla segregata. “Sono scomparsi – afferma - perché sono con lei”. “Forse in Italia – ipotizza - forse in Francia o in Spagna”, dove, ricorda il cugino di Saman, la famiglia di Saman ha dei parenti.
Non a caso, ragiona il ragazzo, tutti i protagonisti della vicenda raggiunti dalle forze dell’ordine sono stati fermati mentre si dirigevano in questi due Paesi. E accusa anche Irfan, l’altro cugino di Saman, che rivendica la sua estraneità alla vicenda, di essere coinvolto nel presunto rapimento.
Carabinieri - Sputnik Italia, 1920, 06.07.2021
Caso Saman, rogatoria dei pm al Pakistan per la cattura dei genitori

Insomma, fa notare, infine, “se volevano uccidere qualcuno potevano uccidere me e il problema sarebbe stato risolto”. “Non c’era bisogno – conclude il ragazzo - di uccidere la loro figlia. Per questo credo che l’abbiamo rapita, per farla sposare a forza”.

A far propendere per la pista dell’omicidio, però, ci sono, oltre al racconto del fratello, i tabulati telefonici, con le numerose telefonate del papà di Saman a Danish, e poi i filmati ormai famosi che mostrano proprio i parenti della ragazza, in particolare lo zio Danish e i due cugini, tra cui Ikram Ijaz, aggirarsi per le serre dell’azienda agricola dove lavorava il padre con le pale.
Intanto, il tribunale di Bologna, come si legge sull'Ansa, ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata dai legali del cugino di Saman, Ikram Ijaz, che resterà in carcere.
Nei giorni scorsi, la procura di Reggio Emilia ha chiesto al Pakistan l'estradizione di Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, i genitori della ragazza, indagati per omicidio premeditato, sequestro di persona e occultamento di cadavere.
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