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L'Isis torna a minacciare Roma: "Ci prepariamo da tempo, la prenderemo"

© AP Photo / FileMilitanti del Daesh
Militanti del Daesh - Sputnik Italia, 1920, 10.07.2021
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Le nuove minacce sono contenute in un documento pubblicato sulla rivista jihadista al-Naba, in risposta alle dichiarazioni dei leader della coalizione internazionale anti-Isis. La minaccia all'Italia e al ministro Di Maio: "Stanno arrivando i giorni della battaglia"
Ad un paio di settimane dal vertice della coalizione internazionale anti-Isis* ospitato a Roma, arriva una nuova minaccia jihadista alla Capitale d’Italia e della cristianità.
In un lungo documento pubblicato giovedì scorso sulla rivista online al-Naba, dove vengono pubblicati proclami e discorsi destinati ai dirigenti dei gruppi jihadisti che compongono la galassia dello Stato Islamico, gli islamisti annunciano di voler colpire ancora Roma e l’Europa “crociata”.
“Sono state e sono ancora nella lista dei bersagli più importanti per i mujaheddin”, ricorda il gruppo terrorista. “Questa – continua il proclama - è la promessa che Dio Onnipotente ha fatto ai suoi fedeli servitori che sono sicuri della sua realizzazione. L'aspettano con grande pazienza e hanno fatto preparativi sin dall'inizio della loro guerra santa in Iraq".
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“Dopo anni di attesa – si legge ancora nell’appello dei jihadisti - l'Onnipotente ha garantito la conquista per i mujaheddin e permesso la loro espansione in modo da essere in prossimità del luogo della battaglia finale". E su Roma scommettono: “La prenderemo”. “I giorni della battaglia – promette l’organizzazione - stanno arrivando”.
Minacce, queste, registrate dai nostri 007. Ma, secondo Repubblica, l’intelligence italiana non sarebbe eccessivamente preoccupata. Secondo gli esperti si tratterebbe più che altro di un messaggio propagandistico per rinvigorire le “truppe” impegnate sui vari fronti, dalle ultime sacche di combattenti rimasti in Iraq ai miliziani che seminano il terrore nei villaggi africani.
Ed è per questo che la “presa di Roma” viene evocata come un mantra. Il documento dimostra come il gruppo jihadista abbia seguito con attenzione il vertice ospitato nella Capitale a fine giugno.
Nel testo vengono citate anche le dichiarazioni del ministro Luigi Di Maio, sul contrasto all’espansione islamista nel Nord Africa e nel Sahel, e i punti principali della strategia di contrasto all’organizzazione delineata nel vertice.
"Il ministro degli Esteri italiano ha ammesso che non basta combattere lo stato islamico in Iraq e Siria, ma bisogna guardare altre regioni in cui è presente, sostenendo che l’espansione dello stato islamico in Africa e nel Sahel desta preoccupazione e proteggere le coste europee significa proteggere l’Europa", si legge nel documento.
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Lo scorso aprile a lanciare a lanciare l’allarme sull’eventualità di un possibile attentato terroristico in Italia era stata l’ambasciata degli Stati Uniti a Roma, che in un messaggio rivolto ai viaggiatori statunitensi metteva in guardia sull’attivismo dei gruppi che “continuano a preparare attacchi contro l’Italia”.
“Possono agire con poco o nessun preavviso, colpendo siti turistici, hub del trasporto, mercati, centri commerciali, edifici del governo, hotel, discoteche, ristoranti, luoghi di culto, parchi, eventi sportivi e culturali, istituzioni educative, aeroporti ed altri luoghi pubblici”, metteva nero su bianco la rappresentanza diplomatica di Washington. Diverse forze politiche avevano chiesto all’ambasciata di riferire sulla fondatezza dell’allarme.
"Le minacce di Daesh contro l’Italia e contro il nostro ministro degli Esteri Luigi Di Maio non ci spaventano e anzi sono la dimostrazione che la lotta al terrorismo rimane una sfida da portare avanti con la massima determinazione", scrive sui social il Movimento 5 Stelle.
La lotta all'Isis, va avanti la nota dei parlamentari pentastellati non è una "guerra di religione, bensì un doveroso impegno internazionale per portare stabilità e prosperità in aree del mondo ostaggio di questi gruppi". "A Luigi Di Maio, minacciato per aver ribadito la centralità del nostro Paese in questa sfida globale, - conclude il comunicato - va tutta la solidarietà del Movimento 5 Stelle".

Solidarietà a Di Maio è stata espressa sui social dagli altri ministri del governo Draghi, da Brunetta a D'Incà, passando per Speranza e Carfagna, e dai leader dei partiti politici italiani, come Enrico Letta e Giorgia Meloni.

* Organizzazione terroristica vietata in Russia e molti altri Paesi
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