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La Gkn licenzia 422 persone via mail, insorgono sindacati, interviene il Governo

La Gkn Firenze - Sputnik Italia, 1920, 10.07.2021
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Una mail nella casella di posta elettronica che un lavoratore non si aspetta, è la lettera di licenziamento. La Gkn annuncia così ai dipendenti che chiude i battenti.
Al tempo della digitalizzazione delle comunicazioni si licenzia via e-mail il dipendente. Sta accadendo a Firenze presso la Gkn, una multinazionale inglese che produce componentistica per automobili e per l’aerospazio: due settori duramente colpiti dalla pandemia e il primo anche dalla carenza di chip.
Però alla Gkn di Campi Bisenzio, fanno sapere i sindacati Cgil, Cisl e Uil in una nota congiunta, il lavoro non manca, quindi perché licenziare tutti e chiudere l’impianto?

"Quanto successo ai lavoratori della Gkn, che fino alle sei della mattina erano al lavoro, già perché il lavoro non manca alla Gkn, e alle 10, con una mail, sono stati mandati a casa, è inqualificabile. Un affronto al mondo del lavoro, a Firenze, alla Toscana e all'Italia tutta. Non lasceremo soli questi lavoratori a cui va tutta la nostra partecipe solidarietà, risponderemo come sappiamo fare, con la mobilitazione”, scrivono i sindacati come riportato dall’Adnkronos.

La questione è diventata regionale sul piano occupazionale, perché ai 422 della Gkn ora si aggiungeranno quelli dell’indotto legati alle commesse di questa società, ma è anche una questione nazionale perché si presenta a soli 10 giorni dall’eliminazione del divieto di licenziamento imposto dal governo per fare fronte alla crisi economica.
E mentre il ministro Orlando si è affrettato a dire che al Ministero del Lavoro si è già al lavoro per capire i termini della vicenda ed agire di conseguenza, i sindacati accusano quest’ultimo di immobilismo e incapacità di autorevolezza nei confronti delle multinazionali.

“Diciamo a Draghi e ai suoi ministri: una soluzione va trovata ora, non fra qualche anno. Il problema dovrebbero conoscerlo, ci sono multinazionali che arrivano, prendono, consumano territorio e scappano lasciando macerie sociali. In Italia possono farlo, non è così in altri paesi anche a noi molto vicini, si provveda”, aggiungono i sindacati.

Che fine ha fatto l’accordo del 29 giugno?

I sindacati fanno notare che lo scorso 29 giugno a Palazzo Chigi era stato firmato un accordo tra sindacati, Governo e con il sì anche di Confindustria. Le industrie devono prima usare ogni forma di ammortizzatore sociale e solo come estrema soluzione ricorrere al licenziamento.
Si chiede che questo accordo venga fatto rispettare dal governo, se le multinazionali non vogliono.
La segretaria del Partito Democratico Toscana, Simona Bonafé, ha fatto sapere di essersi recata presso lo stabilimento per portare le parole di solidarietà del suo partito.
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