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Intesa al G20 sulla global minimum tax, il ministro Franco: "Accordo storico"

Intesa al G20 sulla global minimum tax - Sputnik Italia, 1920, 10.07.2021
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Raggiunto al G20 di Venezia l'accordo sulla global minimum tax per le grandi multinazionali. Il ministro dell'Economia, Daniele Franco: "Accordo storico per un'architettura fiscale globale più stabile, equa e sicura".
Quello raggiunto al G20 di Venezia è un accordo “storico” perché “per la prima volta definisce delle regole di tassazione per le grandi multinazionali a livello mondiale”.
Commenta così il ministro dell’Economia italiano, Daniele Franco, nella conferenza stampa conclusiva del vertice dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali dei Paesi del G20, il raggiungimento dell’intesa sulla “global minimum tax”, che prevede un’aliquota minima del 15 per cento per le big company con un fatturato superiore a 750 milioni di euro, che saranno obbligate a partire dal 2023 a pagare le tasse nei Paesi dove viene prodotto il fatturato e non più nei “paradisi fiscali”. Una riforma che potrebbe generare un gettito fiscale di 150 miliardi di dollari su scala mondiale.

L'accordo "storico" sull'aliquota minima globale

Franco ha parlato di una “forte volontà politica di raggiungere un accordo” e di “sforzo collettivo da parte di tutti i Paesi”. “Un’approccio di cooperazione, questo – ha aggiunto il ministro - essenziale in un mondo globalizzato”. Ora l’accordo, come spiega Repubblica, dovrà essere sottoposto al vaglio dell’Ocse per gli aspetti tecnici. Il documento, quindi, dovrebbe essere approvato in via definitiva il prossimo mese di ottobre.
Questo è il termine per convincere i Paesi, anche quelli europei, come Irlanda, Estonia e Ungheria, che hanno espresso dubbi sull’intesa rifiutandosi di firmarla. “Speriamo che presto si raggiunga un accordo anche all’interno dell’Ue”, ha detto il ministro, che si è detto fiducioso sul fatto che i Paesi scettici possano "cambino parere".
L’accordo, ha spiegato l’esponente del governo italiano, si basa su due pilastri, l’aliquota minima e la riallocazione dei profitti delle multinazionali e servirà a “costruire un'architettura fiscale globale più stabile, equa e sicura" e frenare quella che il ministro ha definito la “corsa al ribasso tra paesi" sul fronte del fisco. La concorrenza fiscale, ha spiegato Franco, “non viene abolita ma regolata”.

Le misure di sostegno alla crisi

Nella conferenza stampa conclusiva del summit si è parlato anche della risposta alla crisi pandemica. I ministri assicurano che verranno usati “tutti gli strumenti politici disponibili per affrontare le conseguenze negative del Covid-19”. “Continueremo a sostenere la ripresa, - si legge nel documento finale - evitando qualsiasi ritiro prematuro delle misure di sostegno”.

“L’economia globale si sta riprendendo”, ma a minacciarla ci sono ancora le “varianti” del virus, è il ragionamento del ministro Franco. Per questo, occorre dare un’ulteriore spinta alle “vaccinazioni”, il “principale strumento” per “evitare nuove restrizioni”.

Clima e sostenibilità

Centrale nella discussione tra i ministri e i governatori anche il nodo dei cambiamenti climatici. Si è discusso, ha fatto sapere il presidente della Banca d’Italia, Ignazio Visco, del raggiungimento di "un approccio più uniforme possibile tra le varie autorità con un maggiore coordinamento interno”.
I ministri del G20, ha poi fatto sapere il governatore della banca centrale italiana, hanno elaborato “un piano pluriennale sulla finanza sostenibile per affrontare il cambiamento climatico" per conciliare gli obiettivi finanziari con la sostenibilità.

Gli scontri tra manifestanti e polizia

In concomitanza con l'inizio della conferenza stampa un gruppo di manifestanti ha tentato di forzare il cordone delle forze dell'ordine per dirigersi verso l'Arsenale.
Gli attivisti, che esponevano cartelli contro il G20 "per il clima e la giustizia sociale", sono stati caricati dalle forze dell'ordine ed il corteo è degenerato in scontri con lancio di oggetti e fumogeni, come si legge su Repubblica.
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