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Il governo ad interim di Haiti avrebbe richiesto invio di truppe USA e ONU per garantire sicurezza

© AP Photo / Dieu Nalio CheryМото-такси проезжающее мимо горящей шины в Порт-о-Пренсе, Гаити
Мото-такси проезжающее мимо горящей шины в Порт-о-Пренсе, Гаити - Sputnik Italia, 1920, 10.07.2021
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Mathias Pierre, ministro delle elezioni di Haiti, ha annunciato venerdì che il governo haitiano aveva chiesto agli Stati Uniti di schierare truppe nel Paese per proteggere le infrastrutture chiave dopo che l'amministrazione Biden si era proposta in aiuto in seguito all'assassinio del presidente haitiano Jovenel Moïse all'inizio della settimana.
In precedenza, sia i funzionari statunitensi che haitiani avevano detto ai giornalisti che non potevano confermare se tale richiesta fosse stata fatta o meno, ma venerdì pomeriggio Pierre ha detto al New York Times che "terroristi urbani" come quelli che hanno sparato a morte al presidente nella sua casa mercoledì scorso, rappresentano un pericolo costante.
“Il gruppo che ha finanziato i mercenari vuole creare il caos nel paese", ha detto. "Attaccare le riserve di gas e l'aeroporto potrebbe far parte del piano".
Alle truppe verrebbe anche chiesto di proteggere il porto, l'aeroporto e le strutture energetiche di Haiti.
Pierre successivamente ha specificato alla CNN che la richiesta era per un numero limitato di truppe - circa 500.
Il Pentagono ha rifiutato di commentare, indirizzando le domande di Sputnik al Dipartimento di Stato, che non ha risposto a una richiesta di commento. Un alto funzionario degli Stati Uniti ha detto invece a Reuters che "al momento non ci sono piani per fornire assistenza militare statunitense".
Secondo la stessa Agenzia di stampa britannica, lo ha rivelato venerdì, il 7 luglio, il giorno stesso dell’uccisione di Moïse, una lettera sarebbe stata spedita da Haiti alle Nazioni Unite. La missiva richiedeva proprio il dispiegamento di truppe internazionali "per sostenere gli sforzi della polizia nazionale volti a ristabilire la sicurezza e l'ordine pubblico in tutto il territorio", compresa la difesa delle infrastrutture.
Giovedì, Edmond Bocchit, ambasciatore di Haiti negli Stati Uniti, ha dichiarato a France 24 che la polizia nazionale haitiana (EPN) è stata "sopraffatta da bande ben armate" e ha accolto con favore qualsiasi assistenza che consentisse il ripristino della vita ordinata.
"Ora abbiamo bisogno di aiuto: è molto importante dirlo, non possiamo nasconderlo", ha detto Bocchit, che tuttavia ha aggiunto specificatamente che non era stato discusso alcun dispiegamento di forze statunitensi nel paese.
Venerdì la segretaria stampa della Casa Bianca Jen Psaki, ha detto ai giornalisti durante un consueto briefing, che gli Stati Uniti stavano inviando ufficiali federali dell'FBI e al Dipartimento per la sicurezza interna (DHS) ad Haiti "in risposta a una richiesta specifica", oltre a 5 milioni di dollari per la EPN.
La polizia di Haiti ha annunciato lo stesso giorno di aver catturato 19 membri del commando di 28 uomini che ha assalito la casa di Moïse fingendosi ufficiali della Drug Enforcement Agency (DEA) degli Stati Uniti. Due degli uomini erano americani e 17 colombiani; il resto del commando era stato ucciso in una sparatoria e 6 sarebbero i ricercati.
Il primo ministro ad interim Claude Joseph si è dichiarato il governatore ad interim del paese fino a quando non saranno organizzate le elezioni, che dovrebbero svolgersi a settembre e novembre. Tuttavia, alcuni haitiani non lo sostengono perché il giorno prima della sua morte, Moïse aveva nominato Ariel Henry, un neurochirurgo, per sostituirlo. Gli Stati Uniti, le Nazioni Unite e altri organismi internazionali hanno riconosciuto l'affermazione di Joseph, il quale come primi provvedimenti ha ordinato lo stato di emergenza e conferito alla polizia ampi poteri.

La stampa mainstream è favorevole all'intervento ma i precedenti non sono buoni

Nel frattempo la stampa statunitense mainstream pare si stia schierando a favore dell’intervento, dimenticando tuttavia che gli Stati Uniti hanno già una lunga storia di interventi militari ad Haiti, per altro non edificanti. Tra questi si ricorda un'occupazione militare di 19 anni e un governo fantoccio dal 1915 al 1934 che in modo simile seguì l'uccisione di un capo di stato haitiano - il presidente Vilbrun Guillaume Sam. Quel periodo infelice portò al furto dell'intera riserva aurea nazionale di Haiti e la morte di 15.000 haitiani sotto il regime. Più di recente, nel 2004, marines statunitensi sono stati inviati a sostenere un vero e proprio colpo di stato che ha rimosso dall'incarico il presidente di ispirazione socialista Jean-Bertrand Aristide.
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