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 - Sputnik Italia, 1920, 18.09.2021
La situazione in Afghanistan
Dopo la presa di potere da parte dei talebani il futuro appare incerto per l'Afghanistan. Le forze militari guidate dagli USA si sono ritirate dal paese dopo 20 anni. Mentre alcune nazioni continuano a evacuare i loro cittadini, il paese dell'Asia centrale vive una crisi politica e umanitaria.

"Coperte dalla testa ai piedi": un manifesto contraddice le promesse ‘riformiste’ dei talebani

© AFP 2021 / AREF KARIMI Una donna indossa il burqa
Una donna indossa il burqa - Sputnik Italia, 1920, 10.07.2021
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I talebani non hanno fatto in tempo ad esprimere la loro "disponibilità" a rispettare i diritti umani, compresi quelli delle donne, all’incontro di Mosca dell’8 luglio con il rappresentante speciale per l'Afghanistan della presidenza della Federazione russa, Zamir Kabulov, che inquietanti manifesti sono apparsi nei territori da loro occupati.
Le preoccupazioni per la condizione delle donne, delle minoranze e dei diritti umani in generale sono aumentati allorché i talebani* hanno preso possesso di ampie fasce di territorio in tutto l’Afghanistan. Il gruppo ha affermato di avere ora “l'85% del territorio afghano sotto controllo”.
Al fine di agevolare il lavoro della diplomazia, l’8 luglio a Mosca sI era tenuto un incontro tra l’incaricato speciale della presidenza russa sulla questione dell’Afghanistan, Zamir Kabulov, e talebani, in qui questi ultimi avevano provato a rassicurare le autorità russe e il contesto internazionale sulle loro “disponibilità” a rispettare i diritti umani, compresi i diritti delle donne, in linea con gli standard islamici e le tradizioni afgane.
Tuttavia, manifesti tutt’altro che rassicuranti in merito sono apparsi subito dopo in un distretto dominato dagli stessi talebani nella parte settentrionale dell'Afghanistan in vengono mostrate le istruzioni per le donne su come ‘vestirsi’.
Coprirsi dalla testa ai piedi e uscire di casa solo accompagnate da un parente maschio, queste le istruzioni.
Il poster testimonia un chiaro ritorno agli anni '90, quando i talebani controllavano di fatto l’intero Afghanistan e applicavano la sharia.
Questo manifesto emerge pochi giorni dopo, e in buona parte confermerebbe, la pubblicazione del quotidiano britannico, The Observer, secondo la quale alle donne che vivono in alcuni territori afgani controllati dai talebani veniva fatto divieto di lavorare e di uscire di casa a meno che non fossero accompagnate da almeno un familiare maschio.
Il rapporto dell'Observer cita inoltre attivisti e residenti di una delle città controllate dai talebani, sostenendo che alle ragazze non sarà permesso di studiare oltre la sesta classe nelle scuole, secondo le istruzioni della leadership del gruppo islamista e che ai negozianti è stato detto di non servire nessuna donna se non in tal modo accompagnata.
Secondo quanto riferito da testimoni oculari, alcune donne sarebbero state pubblicamente picchiate per non essersi attenute a tali direttive.
Il portavoce dei talebani, Suhail Shaheen, ha smentito la notizia.
"Non abbiamo emesso alcun ordine del genere", ha detto a Sputnik.
Le accuse contro i talebani emergono mentre altri paesi della regione, tra cui Russia e India, hanno chiesto di "preservare i guadagni" degli ultimi 20 anni nella nazione devastata dalla guerra. I "guadagni conservati" sono un riferimento ai miglioramenti in merito ai diritti delle donne, delle minoranze e ai diritti umani in generale che vi sono stati nel Paese durante l'amministrazione civile di Kabul.
"Siamo tutti impegnati per un Afghanistan indipendente, sovrano, unito e democratico", ha detto il ministro degli Esteri indiano Subramaniam Jaishankar in una conferenza stampa congiunta dopo un incontro con il suo omologo russo Sergey Lavrov a Mosca sabato.
Cina e Pakistan si sono piuttosto augurate un governo islamico “moderato” in Afghanistan dopo il ritiro delle forze a guida Usa, come affermato alla quarta edizione del dialogo trilaterale tra Cina, Afghanistan e Pakistan a maggio.

Passo indietro degli Stati Uniti non solo a livello militare

Gli Stati Uniti, nel frattempo, sono apparsi arretrare rispetto alla loro posizione originale di sostegno ad un governo civile afgano, anticipando per altro la scadenza del ritiro delle loro truppe dall’11 settembre al 31 agosto.
"L'Afghanistan non è mai stato un paese unito... Sta al popolo afghano decidere quale governo vuole", ha detto questa settimana il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, avvertendo ora, dopo venti anni di presenza militare americana, che "imporre" un governo con la forza non funzionerà.
*I talebani sono un gruppo terroristico, bandito in Russia.
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