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Bezos vs Branson, miliardari alla conquista dello Spazio: “Non è una gara” ma è una gara

© AP PhotoBezos vs Branson
Bezos vs Branson - Sputnik Italia, 1920, 10.07.2021
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Il magnate britannico Richard Branson ha annunciato che sarà a bordo della navicella spaziale di Virgin Galactic nel primo volo suborbitale con passeggeri previsto per l’11 luglio. Il concorrente Jeff Bezos, che ha in programma un volo ancora più spettacolare con la sua Blue Origin 9 giorni dopo, non ha intenzione di farsi soffiare il record.
Per definizione un volo suborbitale è un volo che raggiunge sì lo Spazio, ma non compie un’orbita completa intorno alla Terra e ricade dopo alcuni minuti in cui i viaggiatori sperimentano l’assenza di gravità.
Storicamente i primi veicoli con pilota a compiere voli suborbitali sono stati gli X-15 e lo lo SpaceShipOne, lo spazioplano che il 21 giugno 2004 compì il primo volo spaziale suborbitale realizzato con soli fondi privati e di conseguenza vinse il premio Ansari X (10milioni di dollari) per aver raggiunto l’altitudine di 100 km.
Voli suborbitali con passeggeri, come fossero voli di linea, finora non ne sono mai stati compiuti. Ed è qui che nasce la sfida.
Jeff Bezos dovrebbe raggiungere lo Spazio come parte del primo volo suborbitale di questo tipo con il razzo riutilizzabile New Shepard creato dalla sua compagnia Blue Origin. Il volo è previsto per il 20 luglio, 52° anniversario dello sbarco sulla Luna dell'Apollo 11. Il nome si riferisce ad Alan Shepard, il primo astronauta americano a volare nello spazio.
Oltre a Jeff Bezos, la capsula trasporterà suo fratello Mark e altre due persone, incluso il vincitore di un'asta. Il 12 giugno lo spazio disponibile per accompagnare il miliardario nel suo primo volo di turismo spaziale è stato venduto a 28 milioni di dollari (oltre 23 milioni di euro).
Il razzo New Shepard continuerà la sua ascesa fino a un'altitudine di circa 100 km. Questo punto è considerato il confine tra l'atmosfera terrestre e lo spazio dalla Federazione Aeronautica Internazionale (FAI). Eppure la NASA, l'Aeronautica degli Stati Uniti, la Federal Aviation Administration (FAA) e la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) degli Stati Uniti stimano che questo confine si trovi 20 chilometri più in basso.
Questa distinzione non è secondaria, dal momento che un altro miliardario americano, Richard Branson, fondatore di Virgin Galactic Holdings Inc., prevede di partecipare a un viaggio simile, domani 11 luglio, a bordo del veicolo suborbitale VSS Unity, che appunto può raggiungere un'altitudine di 80 km.
Non pochi avevano espresso il sospetto che il successo di entrambi i voli potrebbe innescare un dibattito su chi per primo sarà riuscito a portare degli ospiti nello Spazio con un volo suborbitale e, nonostante le smentite a denti stretti, oggi è arrivata una conferma, neppure tanto indiretta, del fatto che si tratti di una vera e propria sfida.
L’infografica twittata dalla Blue Origin di Bezos lascia poco di che dubitare sulla rivalità tra le due missioni e i due miliardari. Secondo il post e la grafica l'aereo spaziale Unity della concorrente Virgin Galactic che porterà Richard Branson e altri cinque passeggeri non dovrebbe essere considerato un volo "spaziale" perché non attraverserà la cosiddetta linea di Kármán.
Richard Branson - Sputnik Italia, 1920, 02.07.2021
Gara a chi arriva prima nello spazio tra miliardari: Branson sorpassa Bezos
La linea di Kármán è una linea immaginaria posta ad un'altezza di 100 km sopra il livello del mare che segna convenzionalmente il confine tra l'atmosfera terrestre e lo spazio esterno. Prende il nome da Theodore von Kármán, un ingegnere e fisico ungaro-americano che per primo calcolò che l'atmosfera a quelle altitudini diventa troppo rarefatta per poter permettere il volo tramite sostentamento dell'aria, in quanto un velivolo dovrebbe viaggiare ad una velocità superiore alla velocità orbitale al fine di ottenere sufficiente spinta aerodinamica, ovvero portanza. Oltre quella linea quindi non ci si arriva quindi con un velivolo normale, matematicamente.
Ma il mezzo di Branson è impostato per viaggiare 89 km sopra il deserto del New Mexico, quindi al di sotto di quella linea. La Federal Aviation Administration (FAA) e la NASA tuttavia sono tra coloro che ritengono che lo Spazio in realtà inizi di fatto già a 80 km di altitudine.

È una gara o non è una gara?

"Onestamente non è una gara", aveva detto in precedenza Branson alla Reuters. "Se anche fosse una gara, sarebbe una gara per produrre meravigliose astronavi che possono consentire a molte più persone di accedere allo spazio. E penso che per entrambi siano questi i reali obiettivi".
Sarà pure così, ma il fatto di avere due tentativi a soli 9 giorni di distanza l’uno dall’altro ricorda più una corsa sul tempo per la fama che non una corsa per la scienza.
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