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Via libera del Senato al voto ai 18enni per Palazzo Madama

© Filippo AttiliIl Senato della Repubblica
Il Senato della Repubblica - Sputnik Italia, 1920, 08.07.2021
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La riforma costituzionale approvata al Senato con 178 sì, 15 no e 30 astenuti. Modificherà l'art.58 che vietava l'elezione dei senatori ai minori di 25 anni.
Si abbassa da 25 a 18 anni l’età per eleggere i senatori. È stata approvata oggi a Palazzo Madama con 178 sì, 15 no e 30 astenuti la riforma costituzionale che riscrive l'articolo 58 della Costituzione, che riservava la facoltà di eleggere i senatori soltanto agli elettori che avessero compiuto 25 anni.
Dal Parlamento, quindi, come si legge sull’Ansa, arriva l’ok al provvedimento, che consentirà a 4 milioni di giovani elettori italiani di età compresa tra 18 e 24 anni di partecipare al voto per la composizione dell’aula di Palazzo Madama.
Il prossimo passo, ora, sarà quello della promulgazione della riforma in autunno, per chiedere il referendum confermativo, visto che nel passaggio alla Camera non è stata raggiunta la maggioranza di due terzi.
Il cambiamento, però, secondo Dario Parrini, senatore Dem presidente della commissione Affari Costituzionali e relatore del provvedimento, si applicherà già dalle prossime elezioni politiche. Il risultato sarà quello di ottenere la stessa maggioranza politica sia alla Camera sia al Senato, grazie all’uniformarsi della base elettorale.
Il nuovo testo dell’articolo 58 dovrebbe trasformarsi quindi così: “I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto”. Le parole “dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età”, saranno soppresse, così come indicato nel disegno di legge.
"Con il voto di oggi al Senato la riforma costituzionale per la riduzione, da 25 a 18 anni, dell'età dell'elettorato attivo per il Senato della Repubblica termina positivamente il suo iter parlamentare. La riforma consentirà di far partecipare al voto circa 4 milioni di giovani che oggi sono esclusi dall'elezione di una delle due Camere rappresentative dei cittadini. Si favorisce così la partecipazione delle nuove generazioni alla vita politica, obiettivo che da sempre il Movimento 5 Stelle persegue, e ci si allinea agli altri Paesi europei", ha scritto su Facebook il ministro per i Rapporti con il Parlamento e le Riforme, Federico D'Incà.
"Il voto di oggi - ha aggiunto - testimonia anche che il metodo delle riforme puntuali, che ha già portato alla riduzione del numero dei parlamentari lo scorso settembre, non solo è efficace ma è anche utile ad approvare le leggi necessarie con larga maggioranza".
"La legge - ha informato ancora il ministro - sarà ora pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale ed entro tre mesi un quinto dei parlamentari di ciascuna camera, cinque consigli regionali o 500mila elettori potranno richiedere l’eventuale referendum. In mancanza della richiesta, la legge entrerà in vigore entro la fine dell’anno".
“Con il via libera definitivo al ddl costituzionale su voto 18enni anche al Senato si compie passo atteso da anni. Ora chi diventa maggiorenne è pienamente incluso, attraverso il voto, nella partecipazione alla vita democratica del Paese”, è il commento dell’ex ministro dell’Istruzione e senatrice del Pd, Valeria Fedeli.
"Consentiamo a tutti di partecipare diventando protagonisti della vita politica del Paese attraverso le proprie scelte", twitta il deputato del M5S, Francesco D'Uva.
A festeggiare per l'ok alla riforma è anche il governatore ligure Giovanni Toti, che sempre via Twitter definisce il provvedimento l'inizio di "una nuova era per le giovani generazioni". "Grande responsabilità ma anche diritto di scelta. Da adesso in poi milioni di giovani potranno fare la differenza", afferma il fondatore di Cambiamo.
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