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Uno studio rivela chi rischia di più con il Covid: la risposta è nel nostro genoma

© Foto : PixabayGenes
Genes - Sputnik Italia, 1920, 08.07.2021
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Una ricerca pubblicata su Nature individua almeno 13 "loci" del genoma umano che avrebbero un ruolo nel favorire l'insorgenza dei sintomi più gravi della malattia.
Perché alcune persone sviluppano la forma grave del Covid e altre no? E perché in alcuni soggetti il virus porta conseguenze che non si risolvono prima di diversi mesi? La risposta a queste domande è nel nostro codice genetico.
A confermarlo è uno studio pubblicato sulla rivista Nature. Si tratta di una delle ricerche più vaste in materia, la COVID-19 Host Genomics Initiative, alla quale ha partecipato anche Humanitas, l’Università degli studi di Milano e l’Università degli studi di Milano Bicocca.
L'indagine, come si legge sul Corriere della Sera, è stata condotta su quasi 50mila pazienti e due milioni di soggetti sani, dalla quale è emerso come ci sarebbero nel genoma umano almeno 13 “loci”, ossia gli spazi dove sono posizionati i geni o le sequenze all’interno dei cromosomi, ai quali si associano le forme gravi dell’infezione da Covid-19.
Tra questi, alcuni includevano i geni FOXP4 e DPP9, associati al cancro ai polmoni, e il TYK2, coinvolto nello sviluppo di alcune malattie autoimmuni.

Sulla base del campione preso in considerazione, gli scienziati hanno individuato una prevalenza dei 13 loci oggetto di studio nei soggetti provenienti dall’Asia orientale e meridionale. La frequenza è inferiore, invece, nella popolazione europea.

Dalla ricerca è emerso anche che i fumatori e le persone con un elevato indice di massa corporea hanno una maggiore propensione a sviluppare la forma più aggressiva della malattia.
Neanderthal Museum - Mettmann (GER) - Sputnik Italia, 1920, 13.10.2020
Geni dei Neanderthal causa delle forme gravi di Covid-19
L’obiettivo dello studio, come ha spiegato al Corriere Rosanna Asselta, professoressa di Genetica Medica di Humanitas University, che ha partecipato alla ricerca, è quello di gettare le basi per arrivare a gestire sempre meglio le conseguenze del virus e “il suo impatto sulla società”.
I dati raccolti, per questo motivo, sono stati messi subito a disposizione della ricerca al fine di agevolare la scoperta di “strategie terapeutiche che consentano, grazie al contributo della genetica nel comprendere i meccanismi molecolari della malattia, di utilizzare farmaci già esistenti che potrebbero portare rapidamente a nuove terapie”.
Gli studi, come si apprende dallo stesso quotidiano, sono iniziati nel marzo del 2020. L’idea è stata di alcuni ricercatori finlandesi e americani ed è stata estesa a 3.500 autori provenienti da 25 Paesi, tra cui il nostro.
Ora lo studio si allargherà anche all’indagine delle cause che portano allo sviluppo del cosiddetto “long Covid”, ovvero quella forma della malattia che porta i pazienti ad accusare sintomi per mesi.
Ricerca scientifica - Sputnik Italia, 1920, 11.03.2021
‘Long Covid’: nuovo studio britannico tenta di prevedere i casi in cui il Covid diviene persistente
L’incidenza della frequenza di alcuni geni responsabili dello sviluppo delle conseguenze gravi del Covid era già emersa da una ricerca condotta da Humanitas nel marzo del 2020.
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