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Riforma della Giustizia alla prova del Consiglio dei ministri, rischio tenuta governo

Marta Cartabia - Sputnik Italia, 1920, 08.07.2021
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Compito difficile quello che attende il ministro Cartabia, alla prese con equilibrismi giuridici da inserire nella riforma della giustizia per accontentare tutti i partiti della grande coalizione all'italiana.
La riforma della Giustizia italiana è uno dei pilastri imprescindibili per ottenere i fondi del Recovery plan promessi dall’Unione Europea all’Italia, ma nell’ampia maggioranza di governo non vi è una visione unanime su come dovrebbe essere riformata. Così il ministro della Giustizia, Marta Cartabia, si trova a dover fare i conti con un Movimento 5 Stelle che della prescrizione cancellata dopo la sentenza di primo grado ne hanno fatto un caposaldo irrinunciabile sin dal tentativo di approvare la riforma Bonafede.
Gli altri partiti dell’eterogenea maggioranza, però, non vogliono questa riforma della prescrizione tutti gli altri partiti che appoggiano il governo di Mario Draghi ed è per questo che si rischia l’alta tensione nel Consiglio dei ministri previsto per oggi, in cui il ministro Cartabia presenterà la proposta di riforma.

Cosa prevede la riforma della Giustizia ‘Cartabia’

I tecnici del ministero sono al lavoro su di un testo che dovrebbe prevedere lo stop alla prescrizione dopo la sentenza di primo grado per tutti gli imputati, senza fare distinzione tra assolti e condannati.
Tuttavia se nei gradi successivi verrà superato il tempo limite dei due anni per l’appello e un anno per la Cassazione, allora verrà dichiarata l’improcedibilità. In caso di processi più complessi è prevista una proroga rispettivamente di un anno e di sei mesi.
Questo tecnicismo giuridico non estingue il reato, il quale resta ma viene bloccato il processo in maniera definitiva.
Con questa soluzione si è trovato il modo di assecondare le richieste di tutti, del M5S che potrà dire che la prescrizione è stata “abolita” e degli altri partiti della coalizione che potranno affermare di aver scongiurato agli italiani un processo infinito.

La riforma della giustizia non finisce qui

Ovviamente la riforma non si esaurisce nella prescrizione ma ha finalità ben più ampie, vi sono altri nodi da sciogliere come l’inappellabilità delle sentenze di primo grado da parte dei pubblici ministeri, ma anche i criteri di priorità nell’esercizio dell’azione penale e nella trattazione dei processi.
L’obiettivo è quello di snellire e velocizzare la macchina della giustizia italiana e dare certezze a chi si rivolge a essa.
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