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Europei 2020 e Covid-19, Sileri teme i focolai in piazza

© Sputnik . Алексей Филиппов / Vai alla galleria fotograficaUn incontro del campionato di calcio russo
Un incontro del campionato di calcio russo - Sputnik Italia, 1920, 08.07.2021
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La variante del coronavirus più temuta al mondo potrebbe fare gol durante la finale degli Europei 2020, ma non segnando allo stadio piuttosto nelle piazze italiane.
Il timore delle autorità sanitarie è tutto rivolto verso la finale degli Europei 2020 prevista per domenica 11 luglio allo stadio di Wembley, dove sarà presente anche il nostro Capo dello Stato, Sergio Mattarella.
Il timore riguarda le feste di piazza e la possibilità che si possano generare focolai Covid-19 a causa della variante delta (indiana) che ormai circola anche nel nostro paese.
“In una piazza gremita di persone, in cui non tutti hanno fatto il vaccino o il tampone, si può generare un focolaio. Ed è quello che accadrà perché la variante Delta è più contagiosa e perché il numero di vaccinati in Italia non è ancora sufficiente, dobbiamo stare attenti perché rischiamo quello che è accaduto a Maiorca, dobbiamo evitare assembramenti e portarci sempre la mascherina in tasca per poterla utilizzare in caso di assembramento”, sono le parole del sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri rilasciate a Radio Cusano Campus.

La supervariante

A Sileri viene chiesto cosa ne pensa di una ipotetica “super variante” paventata dal professore Andrea Crisanti, che potrebbe essere resistente ai vaccini.
“Abbiamo sempre detto che nuove varianti vi saranno, se ve ne sarà una peggiore è difficile poterlo dire. E’ chiaro però che più il virus circola più è probabile che si possano generare varianti. Bisogna correre con la vaccinazione e le seconde dosi”.
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Questione discoteche

Matteo Salvini e Giorgia Meloni si sono fatti portavoce delle discoteche e ne hanno richiesto la riapertura, ma Sileri resta sul vago:
“Speriamo che vengano riaperte presto col Green pass, ma il green pass non deve essere solo un pezzo di carta, deve essere anche un modo di pensare: io faccio vaccino e metto in sicurezza me stesso e gli altri”.
Intanto il rischio è che i giovani continuino ad organizzarsi nei rave party non autorizzati e dove i controlli sono pari a zero.

Questione operatori sanitari e obbligo vaccinale

Per quanto riguarda l’obbligo vaccinale imposto per legge agli operatori sanitari e che ha portato centinaia di loro a ricorrere al Tar, il sottosegretario è fermo sulla posizione assunta dal governo.
“Il personale sanitario che si adopera per aiutare le persone deve fare la vaccinazione, è incompatibile l’esercizio della professione sanitaria col non vaccinarsi. Se non ti vaccini perché hai una problematica legata alla salute ok, ma dire che sei contro i vaccini è incompatibile con questa professione. L’operatore sanitario deve vaccinarsi oppure il SSN deve rimodulare l’attività di questa persona fino a valutare l’esclusione dalla professione”.
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