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Legge ungherese anti-Lgbtq, Von der Leyen: "E' vergognosa"

© AFP 2021 / JOHANNA GERONLa presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen
La presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen - Sputnik Italia, 1920, 07.07.2021
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La presidente della Commisisone europea ha intimato nuovamente a Budapest di fare un passo indietro sulla legge anti-Lgbtq.
"Se l'Ungheria non aggiusterà il tiro la Commissione Ue userà i poteri ad essa conferiti in qualità di garante dei trattati. Noi ricorriamo a questi poteri a prescindere dallo Stato membro".
A lanciare un nuovo avvertimento nei confronti di Budapest in riferimento alla recente legge anti-Lgbt, è la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, che ha parlato durante la plenaria sulle conclusioni dell'ultimo Consiglio europeo.
La Von der Leyen ha definito la legge "vergognosa", che "non serve alla protezione dei bambini", bensì si configura come "un pretesto per discriminare".

"Dall'inizio del mio mandato abbiamo aperto circa 40 procedure di infrazione legate al rispetto dello stato di diritto e se necessario apriremo altre procedure. Non possiamo rimanere a guardare quando ci sono regioni che si dichiarano liberate da persone Lgbt. Non lasceremo che una parte della nostra società sia stigmatizzata, quando difendiamo parti delle nostre società noi difendiamo la libertà di tutta la nostra società", ha concluso la politica tedesca

Stando a quanto trapelato da fonti europee, la Commissione starebbe pensando non solo di avviare la procedura d'infrazione per tale misura, ma sarebbe anche pronta a bloccare il Recovery plan.
Mario Draghi - Sputnik Italia, 1920, 25.06.2021
Draghi contro Orban su legge anti-gay: "UE deciderà se Ungheria viola i trattati"

La legge ungherese sugli Lgbtq

Già la scorsa settimana la Commissione Europea aveva minacciato azioni legali contro l'Ungheria per le leggi che limitano l'accesso dei giovani alle informazioni su lesbiche, gay, bisessuali e trasgender (Lgbtq+).
In Europa, sono 17 i leader politici che hanno firmato una lettera in difesa dei diritti Lgbtq+, e tra questi anche Draghi, Macron e Merkel.
Da parte sua, il leader ungherese Viktor Orba ha fermamente dichiarato di non aver intenzione di ritirare la legge, che "è già in vigore".
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