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La Russia è preoccupata per i piani di arricchimento dell’uranio da parte dell’Iran

© AP Photo / Vahid SalemiUn dipendente dell'impianto di arricchimento dell'uranio a Isfahan, Iran
Un dipendente dell'impianto di arricchimento dell'uranio a Isfahan, Iran - Sputnik Italia, 1920, 07.07.2021
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Mosca è preoccupata per la situazione intorno ai piani di Teheran per l’arricchimento dell’uranio e invita i negoziatori a Vienna a intensificare gli sforzi al fine di ripristinare il Piano d'azione globale congiunto (JCPOA), ha detto oggi a Sputnik il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov.
"Non consideriamo giustificato ora essere distratti da altri compiti, ad eccezione del ripristino del pieno funzionamento del JCPOA", ha affermato Ryabkov.
Con Teheran determinata a portare avanti i suoi piani, Mosca chiede alle autorità iraniane di rispettare pienamente l'accordo di salvaguardia dell'AIEA, ha aggiunto il diplomatico.
"Allo stesso tempo, va notato che qualsiasi azione iraniana per lo sviluppo del programma nucleare del Paese non comporta rischi di proliferazione, a condizione che sia allineata all'accordo di salvaguardia dell'AIEA".
L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) ha dichiarato ieri, martedì 6 luglio, a Sputnik, che l'Iran produrrà uranio metallico arricchito al 20% per un reattore di ricerca a Teheran. Francia, Germania e Regno Unito, hanno prontamente risposto all’annuncio, affermando che la decisione è una grave violazione degli impegni dell'Iran ai sensi del JCPOA.
"Noi ministri degli Esteri dei governi di Francia, Germania e Regno Unito, prendiamo atto con grave preoccupazione dell'ultimo rapporto dell'AIEA che conferma che l'Iran ha preso provvedimenti nella produzione di uranio arricchito. Si tratta di una grave violazione degli impegni dell'Iran ai sensi del Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA). L'Iran non ha bisogno credibile di ricerca e sviluppo di uranio arricchito per scopi civili, che è al contrario un passo fondamentale nello sviluppo di un'arma nucleare. Questo si configura come un ulteriore passo nell'escalation delle violazioni nucleari da parte dell'Iran, inoltre avviene in un momento in cui non è stata fissata alcuna data per il proseguimento dei negoziati a Vienna per il ritorno al JCPOA", si legge nella dichiarazione congiunta.
Gli Stati Uniti, a loro volta, hanno definito la mossa "preoccupante".
L'AIEA e Teheran avevano raggiunto l'Accordo sulle salvaguardie, detto ‘Accordo per l'applicazione delle salvaguardie’ in connessione con il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari, nel 1974.
Il documento garantisce all’Agenzia per il controllo, il diritto di verificare che gli sviluppi nucleari di Teheran siano trasparenti e non abbiano scopi militari. Nel 2003, le parti avevano poi firmato un Protocollo aggiuntivo all'accordo, che consente all'agenzia di ispezionare gli impianti nucleari iraniani.
Nel 2015, l'Iran ha firmato il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) con Cina, Francia, Germania, Russia, Regno Unito, Stati Uniti, Germania e UE. Tale patto richiedeva al paese di ridimensionare il proprio programma nucleare e declassare gravemente le sue riserve di uranio in cambio dell'eliminazione delle sanzioni, inclusa la revoca dell'embargo sulle armi cinque anni dopo l'adozione dell'accordo. Nel 2018, gli Stati Uniti hanno abbandonato la loro posizione conciliativa sull'Iran, ritirandosi dal JCPOA e attuando politiche intransigenti contro Teheran.
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