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"Imbarazzante": politico dei Verdi incolpa la Norvegia per l'ondata di caldo anomalo in Nord America

© AFP 2021 / Kathryn ElsesserOndata di caldo anomala in Nord America
Ondata di caldo anomala in Nord America - Sputnik Italia, 1920, 07.07.2021
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Rasmus Hansson, deputato del Partito dei Verdi norvegese, ha accusato il governo del proprio paese di essere direttamente responsabile dell'estrema ondata di caldo che ha colpito il Nord America, provocando una pronta e indignata reazione da parte dei chiamati in causa.
Un’ondata di caldo record ha colpito il Canada con punte che hanno sfiorato i 50 gradi Celsius in alcune regioni e conseguenti incendi spontanei. Ben 170 incendi boschivi hanno devastato la sola provincia della Columbia Britannica questo fine settimana.
I residenti di Lytton sono stati costretti a evacuare con breve preavviso quando la cittadina è stata improvvisamente circondata dagli incendi per venirne poi quasi completamente distrutta.
Il caldo ha paralizzato anche aree degli Stati Uniti non abituate a un clima del genere, con temperature ben oltre i 40 gradi. Le autorità di entrambi i paesi stimano che l'ondata di caldo abbia causato centinaia di vittime.

Di tutto questo Hansson incolpa la Norvegia

Pur facendo molto affidamento sulle energie rinnovabili, la Norvegia è uno dei leader mondiali nelle esportazioni di risorse energetiche, coprendo circa il 2% della domanda mondiale di petrolio e il 3% della domanda di gas naturale. Attualmente, ci sono circa 90 campi in produzione sulla piattaforma continentale norvegese al largo delle coste.
"Questo è il riscaldamento globale del nostro tempo: una comune cittadina canadese, Lytton nella Columbia Britannica, è in fiamme. [Il primo ministro] Erna Solberg, [il ministro del petrolio] Tina Bru e la maggioranza parlamentare sono direttamente responsabili", ha dichiarato il biologo e deputato verde al parlamento norvegese Rasmus Hansson al quotidiano Dagbladet, arrivando che Lytton e gli altri luoghi colpiti dalle condizioni meteorologiche estreme potrebbero aver ragione a chiedere un risarcimento alla Norvegia.
Hansson ha definito la Norvegia "il settimo esportatore mondiale di anidride carbonica" e ha azzardato che l'attuale governo sta andando "a tutto gas" aprendo nuovi giacimenti petroliferi, incluso il campo di Breidablikk nel Mare del Nord.
I Verdi, al contrario, cercano una graduale eliminazione del ramo petrolifero entro il 2035, che però è un punto fermo dell'economia norvegese e un pilastro del suo benessere.

La risposta del governo

Il ministro del petrolio Tina Bru, ha risposto:
"Questi sono toni ben noti dei Verdi. Questo è ciò che tendono a fare: ogni volta che si verificano gravi disastri naturali in tutto il mondo, cercano di incolparci e ritenerci quasi personalmente responsabili. Tutto ciò, ovviamente, è irraginevole", ha detto la Bru allo stesso giornale, per poi aggiungere "Penso semplicemente che sia abbastanza imbarazzante proporre attacchi del genere".
Bru ha sottolineato che la politica del governo norvegese è ben in linea con gli obiettivi fissati dall'Accordo di Parigi e che le emissioni di gas serra del Paese sono diminuite costantemente negli ultimi anni, raggiungendo i 49,3 milioni di tonnellate, in calo rispetto ai 51,2 milioni di tonnellate nel 1990, ma ancora leggermente superiori rispetto all'obiettivo climatico delle 48,6 milioni di tonnellate prefissate.
Il governo mira a ridurre le emissioni di almeno il 50% entro il 2030 e almeno del 90% entro il 2050. Secondo la Bru, e la Norvegia quindi sarebbe sulla buona strada.
"Abbiamo una buona politica climatica, ed è anche necessaria, proprio per quello che vediamo in Canada, e né io, né Erna Solberg, né il governo, siamo personalmente responsabili di ciò che sta accadendo ora", ha tenuto a precisare la Bru.
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