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Zaia: “Abbiamo meno vaccini del necessario in Veneto potremmo farne il doppio”

© Filippo AttiliSomministrazione dei vaccini al centro vaccini di Fiumicino
Somministrazione dei vaccini al centro vaccini di Fiumicino - Sputnik Italia, 1920, 06.07.2021
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Ma non dipende da Figliuolo, semmai dall’Ue. Il governatore ribadisce la disponibilità per le seconde dosi per i turisti.
Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ribadisce nuovamente che la sua amministrazione, che già ha raggiunto buoni livelli nella campagna vaccinale, potrebbe fare ancora meglio se potesse acquistare i vaccini indipendentemente dall’Ue.
“Noi stiamo vaccinando, le dosi ci sono, anche se in numero inferiore rispetto al nostro sforzo possibile: possiamo fare 80-100mila vaccinazioni al giorno, oggi ci fermiamo a circa 40mila”.
Il governatore, però, dice a La Stampa che non si tratta di un malfunzionamento della macchina gestita dal commissario Figliuolo: “Ci sono contratti e dinamiche di compensazione per le forniture: certo, se avessimo la possibilità di comprare i vaccini autonomamente sarebbe meglio, su questo l’Europa è stata un problema”.
Secondo Zaia senza le regole di acquisto comune decise a Bruxelles, l’Italia “potevamo arrivare a 800mila vaccinazioni al giorno a livello nazionale”.

I vaccini in vacanza

Il governatore del Veneto avverte anche sui problemi causati dai possibili rinvii delle dosi per coloro che decidono di andare in vacanza lontano dalla propria Regione.
E ricorda che la sua amministrazione è stata la prima a proporre di andare incontro “a chi permane oltre i 15 giorni in una regione” per fare il richiamo.
“Noi siamo pronti, poi chissà, siamo nel Paese dell’ufficio complicazione affari semplici, si inventano un mare di scartoffie da compilare…”.
Zaia poi parla della strategia per convincere anche i 60enni che mancano all’appello a vaccinarsi, con medici di famiglia e lettere. Ma resteranno comunque “gli irriducibili”.

Il Pnrr è l’ultimo treno

Zaia dedica una battuta ai fondi da spendere con il Pnrr, “una grande opportunità”.
Per il governatore è “l’ultimo treno che passa per il nostro Paese, non deve essere una distribuzione dei pani e dei pesci, bisogna fare quello che serve”.
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