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Scandalo fondi del Vaticano: a processo il cardinale Becciu e altri 9. Parola a Don Caprio

© Sputnik . Natalia Seliverstova / Vai alla galleria fotograficaVaticano
Vaticano - Sputnik Italia, 1920, 06.07.2021
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L’inchiesta scaturita dall’acquisto del palazzo di Sloane Avenue 60 a Londra, con i fondi dell’Obolo di San Pietro, è chiusa.
La Segreteria di Stato della Santa Sede, individuata nell'indagine come "persona offesa" insieme all'Istituto per le Opere di Religione (Ior), si costituirà parte civile nel processo che si aprirà il 27 luglio prossimo presso il Tribunale Vaticano.
Davanti ai giudici dovranno presentarsi il cardinale Angelo Becciu (ex sostituto della Segreteria di Stato, “dimissionato” da Papa Bergoglio quando sono emerse le accuse) e altre nove persone - tra cui prelati, funzionari della Santa Sede, finanzieri e manager – e quattro società.
Sono tutti coinvolti nell’inchiesta sulla compravendita-truffa di un immobile che si trova nel quartiere di Chelsea, dovranno difendersi da diversi reati legati all’acquisto del palazzo di Sloane Avenue e ad altre manovre che "hanno generato consistenti perdite per le finanze" della Santa Sede.
Truffa, peculato, abuso d’ufficio, appropriazione indebita, riciclaggio ed autoriciclaggio, corruzione, estorsione, pubblicazione di documenti coperti dal segreto, falso materiale di atto pubblico, falso in scrittura privata. Questi complessivamente i reati contestati dai magistrati vaticani e descritti in un fascicolo di 500 pagine.
Che significato avrà questo processo? Cambierà il Vaticano? Da ora in poi i soldi per la carità verranno gestiti con più trasparenza e accuratezza? Per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto Don Stefano Caprio, Docente di Storia e Cultura russa al Pontificio Istituto Orientale di Roma.
Don Caprio, il dibattimento comincerà il 27 luglio. Сome sostengono gli esperti, l’inchiesta segna la fase processuale più intensa della giustizia d’Oltretevere degli ultimi secoli. Aspetta anche Lei un “processo del secolo” che vedrà per la prima volta coinvolto l’ex numero tre della Curia?
— Sicuramente si tratta di un processo inedito, in cui per la prima volta un cardinale viene sottoposto al tribunale vaticano contemporaneo. In assoluto non si può parlare di grande novità, poiché le dispute tra cardinali e membri della Curia nella storia erano un classico della vita della Chiesa, non solo al centro; anche nelle diocesi e parrocchie di tutto il mondo era frequente la lite sui beni mondani.
Non dimentichiamo che la Chiesa Cattolica era un tempo proprietaria non solo di un regno, ma anche di enormi proprietà in tutti i territori da essa evangelizzati. Non a caso nel 1200 emerse la clamorosa figura del santo “pauperista” Francesco d’Assisi, che desiderava il ritorno della Chiesa alla purezza e alla povertà evangelica. Il papa attuale ha assunto il nome di Francesco anche per riprendere l’ideale da lui proclamato, e l’attuale processo è il primo vero frutto di questa svolta pauperista al supremo livello della Chiesa.
Secondo l'accusa, gli imputati hanno sperperato fondi destinati dal Papa ad attività di carità. È vero che lo scandalo ha portato a una notevole riduzione delle donazioni? Se si, in quale misura?
— Le accuse non sono molto chiare, e speriamo che il processo faccia luce su tutti gli aspetti di questa vicenda. Non si tratta tanto delle donazioni, ma di fondi speculativi usati in modo spregiudicato, o semplicemente imprudente, a seconda delle valutazioni. Le donazioni si riducono progressivamente da diversi anni, per il calo della partecipazione dei cattolici alla vita della Chiesa, e certo questa clamorosa vicenda non aiuta i fedeli a confidare nella saggezza dei pastori.
Comunque, la gente dovrebbe essere turbata perché legge dappertutto che i loro soldi non sono utilizzati per aiutare i poveri, ma per fare investimenti speculativi nei paradisi fiscali, acquistare palazzi lussuosi... Come farà il Vaticano adesso a chiedere le offerte ai fedeli? È un problema?
— Le azioni speculative fanno parte del sistema di gestione delle proprietà, anche immobiliari, e se l’acquisto del palazzo londinese non fosse stata occasione per sottrarre soldi al Vaticano, sarebbe stata una delle tante operazioni di rendita dei fondi ecclesiastici, fornendo ulteriore aiuto alle opere di carità.
La Chiesa deve spiegare chi è stato davvero ad approfittarsi della fiducia dei cattolici, e rendere sempre più trasparente la gestione dei fondi del Vaticano e delle diocesi. Il bilancio delle diocesi è conosciuto solo da apposite commissioni di revisori, di cui fanno parte anche i laici, ma sarebbe bene che fosse reso pubblico senza ambiguità.
Alcuni giornali sostengono che è stato personalmente Papa a “mandare a processo Becciu”. Dicono anche che in questa maniera Francesco ha voluto affrontare direttamente i problemi, che si sono manifestati, per rendere la Curia romana il più trasparente possibile e per rilanciare il suo Pontificato. È così?
— Di sicuro il Papa si è esposto personalmente nelle dimissioni di Becciu dal suo incarico e dalle sue prerogative di cardinale, anche se poi ha voluto fare un gesto clamoroso di riconciliazione nei suoi confronti, celebrando con lui la Messa del Giovedì Santo. Per il resto, il processo è stato istituito in questi mesi secondo le procedure giuridiche della Santa Sede, e l’intervento del Papa è stato significativo nelle nomine dei vertici della procura e dei tribunali vaticani. Ora il giudizio rispecchierà tali procedure, e solo dopo si potranno fare considerazioni più complete.
Non era mai accaduto, in tempi recenti, che un porporato finisse in aula in Vaticano al pari degli altri imputati. Anche questo è un segnale forte?
— Come ho già detto, è di sicuro una novità per i tempi moderni, molto meno per l’intera storia della Chiesa. I cardinali non sono sempre stati così importanti, solo nei secoli del massimo splendore della Curia (XV-XVII) erano diventati i “principi della Chiesa”, essendo anche esponenti di importanti famiglie aristocratiche. La Chiesa sta abbandonando da più di un secolo le tante vestigia medievali, dopo aver perso il potere temporale a fine ‘800; questo processo si inserisce in un percorso di “normalizzazione” della Chiesa e del clero, che non costituisce una “casta superiore”, ma è composto di uomini con pregi e difetti come tutti gli altri.
Come, a Suo avviso, questo processo cambierà il Vaticano? Dobbiamo aspettare qualche altra “riforma strutturale” o magari un nuovo processo importante?
— Il Papa ha promesso grandi riforme, ma dopo otto anni di pontificato non si sono visti grandi cambiamenti. Al di là del processo a Becciu e compagni, la vicenda in questione ha però permesso una modifica non da poco delle procedure vaticane: ora la Segreteria di Stato non dispone più di fondi propri, di cui di fatto non rendeva conto a nessuno, ma tutto è affidato all’Amministrazione Apostolica, che distribuisce i fondi a seconda delle esigenze.
Speriamo che questo porti davvero alla trasparenza nelle finanze vaticane; molto è stato fatto per rendere credibile anche la gestione dello IOR, la banca vaticana.
Va comunque ricordato che il potere finanziario dello Stato del Vaticano è paragonabile a quello di una qualunque banca di provincia, non certo a quello di una grande multinazionale, e una maggiore sobrietà non potrà che fare bene alla Chiesa.
La gente in Piazza San Pietro in Vaticano - Sputnik Italia, 1920, 03.07.2021
Vaticano, per l’immobile di Londra 10 a processo tra cui anche il cardinale Becciu
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