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Gianetti Ruote: i 152 dipendenti licenziati via mail da Quantum Capital

© FotoStabilimento Gianetti Ruote
Stabilimento Gianetti Ruote - Sputnik Italia, 1920, 06.07.2021
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Il fondo tedesco che controlla la storica società ha chiuso lo stabilimento dall’oggi al domani. Un dipendente: “Ho staccato dal turno e ho avuto la notizia”. I sindacati chiedono un tavolo al Mise.
Un fulmine a ciel sereno, la chiusura definitiva e senza appello dello stabilimento che aveva lavorato fino alla mattina stessa. È quello che è accaduto in Brianza, poco dopo lo sblocco dei licenziamenti.
“Io ho smontato col turno di notte e l'ho saputo al primo pomeriggio appena svegliato”, racconta uno dei dipendenti della Gianetti Ruote, Marco Rizzo, parlando a Sputnik Italia del traumatico risveglio avuto nel weekend quando il fondo tedesco Quantum Capital Partners che controlla la storica azienda lombarda di cerchioni ha comunicato ai suoi 152 dipendenti la chiusura dello stabilimento.
Una notizia che è arrivata il 3 luglio, ad appena 72 ore dallo sblocco dei licenziamenti e dalla firma dell’intesa tra sindacati, organizzazioni datoriali e governo di evitare soluzioni traumatiche.

“E’ stata un’accelerazione senza precedenti”, ha commentato a Sputnik Italia, il segretario generale per Monza Brianza e Lecco di Fim-Cisl, Enrico Vacca. E “non è una partenza favorevole” rispetto all’avviso comune che è stato sottoscritto tra sindacati e organizzazioni datoriali.

In più, spiega Vacca, “c’è un aspetto estremamente critico, perché in questo caso si è scelto di non usare ammortizzatori sociali e l’azienda vorrebbe chiudere e cessare le produzioni dall’oggi al domani, una valutazione che non ci sentiamo di condividere”.
Soprattutto perché, come raccontano anche i lavoratori, fino alla mattina della comunicazione lo stabilimento era in piena fase di produzione e i lavoratori erano in fabbrica con turni di straordinario per soddisfare gli ordini.

Il telegramma e lo stop

I dipendenti hanno ricevuto un telegramma di poche righe, qualche media ha parlato di mail o messaggi whatsapp, in cui il fondo tedesco Quantum ha comunicato che dal 5 luglio sarebbero stati messi in ferie per la chiusura dello stabilimento di Ceriano Laghetto.
Ma “gli ordini non mancavano”, dice Rizzo sottolineando che dall’ingresso del fondo tedesco che ha acquisito l’azienda dall’americana Accuride“ non ha versato un solo euro, cercando solamente di guadagnare, lasciando linee di produzione inadeguate senza manutenzione”.
E assente è stata l’azienda in ogni tentativo di interlocuzione, come ribadiscono dipendenti e sindacati, nonostante le ripetute richieste di un tavolo sul piano industriale.
La produzione, però, è andata avanti “con l'impegno dei lavoratori su ben tre turni”.
Ora il timore è che il fondo voglia portare la produzione di cerchioni “all'estero con costi minori e chiudere definitivamente”.
I lavoratori, però, non ci stanno e hanno deciso di “restare uniti e piantonare l’azienda a turni senza far uscire il prodotto finito fuori dallo stabilimento”.

Il tavolo al Mise

Intanto Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil hanno inviato una lettera per chiedere al ministero dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti e al ministero del Lavoro Andrea Orlando, un incontro urgente sulla società Gianetti Ruote che il 3 luglio ha avviato la procedura di licenziamento collettivo.
“Non abbiamo ancora avuto nessuna risposta ma siamo fiduciosi che avremo una risposta nelle prossime 243-48 ore”, ha detto Vacca che ha avviato interlocuzioni anche con la Regione Lombardia e la Prefettura di Monza.
“Siamo di fronte a un’azienda, iscritta a Confindustria, che sta clamorosamente mancando di rispettare questo avviso” sottoscritto pochi giorni fa usando “modalità assolutamente fuori ordinanza”.
I dipendenti, infatti, sono stati messi in ferie obbligate, una decisione che come sindacato “abbiamo già provveduto a rettificare, facendo mettere lavoratori in sicurezza dichiarando la disponibilità a riprendere il lavoro, perché la retribuzione di questi giorni sia a carico dell’azienda”.
Per il segretario generale di Fim-Cisl Monza Brianza c’è anche un aspetto fondamentale da non tralasciare, il valore dello storico stabilimento che fornisce Man, Iveco, Volvo e Harley Davidson ed è attivo da 100 anni.
“Riteniamo che l’azienda possa continuare a stare sul mercato. Ci sono enormi professionalità e se il fondo tedesco ha deciso di cessare il suo impegno, speriamo che ci siano le condizioni perché altri soggetti imprenditoriali possano proseguire l’attività”.
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