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Foa: “La Rai ha tre anni per rinnovarsi e entrare nel futuro”

© Foto : fornita da Marcello FoaMarcello Foa, direttore del gruppo del Corriere del Ticino, editorialista de Il Giornale.
Marcello Foa, direttore del gruppo del Corriere del Ticino, editorialista de Il Giornale. - Sputnik Italia, 1920, 06.07.2021
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Il presidente uscente fa un bilancio dei suoi tre anni: critiche al mancato sostegno al settore online e alla mancanza di nuovi talenti sulle reti pubbliche.
Il mandato del presidente della Rai Marcello Foa è in scadenza, a giorni verrà nominato il suo successore e domani Camera e Senato sceglieranno altri quattro consiglieri del Cda.
Foa, ormai in uscita da viale Mazzini, fa un bilancio della sua esperienza e lancia una sfida alla Tv pubblica italiana: “La Rai ha di fronte a sé tre anni decisivi, il cui esito non è affatto scontato”.
Secondo Foa, dopo “l’aumento degli ascolti durante il periodo Covid” bisogna fare il cambio di passo, perché altrimenti si rischia il declino.
Per il presidente della Rai, che parla in una lunga intervista a Repubblica, oltre alla concorrenza di Netflix, di Amazon, di Discovery, Disney Channel, la Rai deve competere anche con i giganti digitali come Apple e Facebook.
Il problema, secondo Foa, non è legato soltanto a questa spietata concorrenza e al pubblico “anziano” delle reti della tv pubblica, ma anche a “un ritardo cronico sui siti Internet”.
“Non è normale che il sito di informazione della Rai sia oltre il 20esimo posto della classifica dei siti più visitati”, dice.

Nessuno ha creduto alla rete

Secondo Foa, la questione del potenziamento di internet e del sito della Rai è stata discussa in vari Cda, ma “il fattore Internet non è stato affrontato in maniera costante e nessuno ci ha creduto veramente”.
Quindi, il risultato è che la Rai non ha un sito di informazione “all’altezza. Noi parliamo ogni giorno a 39 milioni di italiani. Dovremmo avere un sito che strabatte quello di Repubblica!”.

La Rai deve innovarsi

Per il presidente uscente, che nega l’immobilismo nei suoi tre anni di mandato, la Rai deve fare un cambio di passo.
“Se non cambia le proprie priorità editoriali, tecnologiche e le professionalità all’interno, da qui a tre anni rischia di scoprire che il suo pubblico si è ridotto in modo drastico”.
Cambio che deve avvenire anche nei volti della tv: “Non ce l’ho con Vespa, Venier, Annunziata. Fanno ascolti e meno male per la Rai che ci sono. Ma chiaramente hanno un’età per cui l’azienda dovrebbe aver preparato i nuovi talenti”.
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